QUESITO N. 442 del 01/06/2009 – utente fiscosport n.2837 – prov.di BARI
Se in un palazzetto di proprietà del Comune, usato da più associazioni, durante le partite casalinghe, sono esposti degli striscioni pubblicitari che sono di altre realtà sportive, come ci si deve comportare per non incorrere in sanzioni da parte del fisco? risposta a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri, Consulente Provinciale Fiscosport Siena
QUESITO N. 443 del 03/06/2009 – utente fiscosport n.9318 – prov.di MILANO
Gentilissimi, ho bisogno di un Vostro aiuto. A seguito di un accertamento SIAE ad una Associazione Sportiva Dilettantistica che ha optato per la legge 398, i Verificatori hanno chiuso il verbale con nulla da eccepire. Versamenti IVA ok, , bilanci e verbali ok, nessuna evasione etc.. A distanza di circa un mese sembra vogliano riaprire il verbale in quanto a seguito ulteriore esame documentale da parte di un verificatore si è riscontrato che l'associazione ha registrato le fatture emesse (per pubblicità e sponsorizzazione) su normali registri IVA (tra l'altro vidimati) ed integrati con scorporo iva forfettaria, date pagamenti etc.. ma non ha usato il registro previsto per le associazioni sportive dilettantistiche (di cui al d.m. 11.02.97). In effetti l' associazione sportiva dilettantistica ha preferito usare i registri IVA opportunamente modificati ed integrati e ritenuti più precisi e di più semplice compilazione. Esiste qualche sentenza o circolare che prevede la possibilità di utilizzare registri iva opportunamente integrati in luogo del registro di cui al d.m. 11.02.1997 , registro che anche a mio avviso è obsoleto e di scomodo utilizzo? Diversamente la sanzione è da 258 a 1.032 euro circa. Ho qualche possibilità di ricorrere? Vi ringrazio anticipatamente . risposta a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri, Consulente Provinciale Fiscosport Siena
QUESITO N. 441 del 31/05/2009 – utente fiscosport n.7168 – prov.di TRIESTE
Sono il Presidente di un’associazione sportiva dilettantistica (140 soci) affiliata alla Federazione Italiana Vela. Credendo che l'argomento sia di estrema attualità, nonchè d'interesse generale, pongo il seguente quesito: considerato che il carico di lavoro gestionale amministrativo (segreteria, tesseramento, contabilità, promozione sportiva, rapporti con enti esterni, sito internet, ecc.) di una associazione sportiva dilettantistica di piccole / medie dimensioni, ricade quasi sempre sulla figura del Presidente o del Segretario o di qualche altro volonteroso componente del Consiglio Direttivo, si chiede conferma sulla possibilità di erogare a tali figure un compenso proporzionato alla loro attività svolta. In caso affermativo si desidera sapere dal punto di vista fiscale e statutario quali sarebbero le modalità da seguire, ricordando che, per soddisfare l’art. 90 della Legge 289/2002, è stata inserita negli statuti delle associazioni sportive dilettantistiche la clausola inerente la gratuità. Ringraziando anticipatamente, porgo cordiali saluti. risposta a cura del Dott. Stefano Andreani, Consulente Regionale Fiscosport Toscana - Campi Bisenzio (FI )
QUESITO N. 440 del 27/05/2009 – utente fiscosport n.7754 – prov.di BOLZANO
Vorrei conoscere la vostra opinione in merito al fatto che sia corretto o meno considerare gli atleti tesserati nell'associazione sportiva dilettantisrica (al fine di svolgere l'attività sportiva federale) e con vincoli sportivi definiti dalle federazioni, soci dell'associazione stessa, anche in mancanza della domanda di iscrizione (da non confondere con il tesseramento federale). A modesto parere dello scrivente l'essere atleti-tesserati (federali) di un'associazione non comporta obbligatoriamente l'esserne anche socio. Grazie risposta a cura del Rag. Maurizio Falcioni, Consulente Provinciale Fiscosport Rimini
QUESITO N. 527 del 26/10/2010 – utente fiscosport n.11050 – prov.di TRAPANI
Siamo una associazione sportiva senza fine di lucro e che non svolge alcuna attiva commerciale. Desidererei sapere nel caso in cui una industria decidesse di erogare alla nostra associazione (che non ha partita IVA) la somma ipotetica di euro 10.000,00 (quale contributo) quale tipo di ricevuta bisogna emettere. La ditta commerciale che ha elargito il contributo deve solo registrare tale somma in uscita senza altra formalità. Mentre rimango in attesa di una Vostra risposta, colgo l'occasione per inviare cordiali saluti. risposta a cura del Rag. Giampaolo Concari, Ragioniere Commercialista in Soragna (PR)
QUESITO N. 439 del 25/05/2009 – utente fiscosport n.9621 – prov.di CAGLIARI
Buongiorno, sono il segretario di un associazione sportiva dilettantistica e gradirei sapere se sui rimborsi spesa agli allenatori, sull'importo eccedente i 7.500 euro oltre che la ritenuta IRPEF del 23% e l'addizionale regionale dello 0.90% bisogna applicare l'addizionale comunale. Potete cortesemente darmi delle delucidazioni generiche? Grazie per il prezioso aiuto. risposta a cura del Rag. Maurizio Falcioni, Consulente Provinciale Fiscosport Rimini
QUESITO N. 438 del 18/05/2009 – utente fiscosport n.3033 – prov.di TARANTO
Gli Ispettori del Lavoro, nel corso di varie ispezioni effettuate di recente presso palestre ed associazioni sportive dilettantistiche, sostengono che i contratti degli istruttori/allenatori devono essere comunicati ai Centri Territoriali per l'Impiego. Se questo costituisce un obbligo, gradirei conoscere la fonte normativa; nello specifico, chiedo se tale obbligo sussiste anche qualora l'istruttore/allenatore è un socio della medesima Associazione Sportiva Dilettantistica. Lo scrivente non ha mai effettuato tali comunicazioni poichè ritiene che se tale obbligo sussiste, esso ha un senso solo nei rapporti che l'Associazione Sportiva Dilettantistica stipula con terzi non soci. Grazie e buon lavoro. risposta a cura del Dott. Stefano Andreani, Consulente Regionale Fiscosport Toscana
QUESITO N. 603 del 18/09/2011 – utente fiscosport n. 3368 – prov. di VERBANIA
Un'associazione sportiva dilettantistica ha in gestione dal Comune di appartenenza due campi da tennis. I campi sono utilizzati da sportivi sia soci che non, con il pagamento di una tariffa oraria diversa. La società incassa quindi la quota annuale dei soci che dà loro anche il diritto di un pagamento di una tariffa oraria ridotta, e la tariffa oraria da parte degli altri praticanti. L'incasso dei proventi delle ore di gioco è da considerarsi attività commerciale? Eventualmente è solo commerciale il provento da parte dei non soci? Se si configurasse un'attività commerciale i proventi sono soggetti ad IVA? Grazie per una Vs. gentile risposta. Risposta a cura di Gianpaolo Concari *, Collaboratore della Redazione Fiscosport
QUESITO N. 437 del 16/05/2009 – utente fiscosport n.1190 – prov.di MILANO
Una associazione sportiva dilettantistica organizza corsi di sci destinati a ragazzi compresi tra i 5 e i 18 anni in località montane in cui sono disponibili campi da sci adatti all'educazione e alla pratica sportiva dello sci. Pur non essendo struttura sportiva quale "palestra..piscina..etc" il costo del corso dà diritto alla detrazione del 19% nel limite dei 210 euro? Grazie. risposta a cura del Dott. Francesco Sisani, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Firenze
QUESITO N. 436 del 15/05/2009 – utente fiscosport n.9724 – prov.di TREVISO
Buongiorno, sono il presidente di una società sportiva dilettantistica registrato in fiscosport. Ho una gran confusione sul regime 398/91, in particolare sul tetto massimo dei 250.000,00€: per tetto massimo si intente il fatturato oppure gli incassi ricevuti? Es. se nel corso del 2008 ho fatturato sponsorizzazioni per un importo di 300.000,00, ma di queste ne ho incassato solo 200.000,00, posso considerarmi ancora in regime 398/91? risposta a cura del Dott. Gianfranco Fumarola, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Martina Franca (TA)






