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Cessione del diritto di partecipazione al campionato

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Un'associazione sportiva dilettantistica ha deciso di cedere i diritti per disputare il campionato serie C attraverso emissione di fattura e ricevendo un compenso da tale cessione. Si richiede se tale operazione ai fini IVA rientri nel regime 398/91 oppure se l'IVA vada versata integralmente

Detrazione spese nella dichiarazione dei redditi per attività sportive praticate dai minori

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Nella dichiarazione precompilata 2023 messa a disposizione dall'Agenzia delle Entrate non sono precaricate le spese sostenute per la pratica sportiva svolta dai minori, che quindi dovranno essere inserite autonomamente dal contribuente. Vediamo di seguito i dettagli

Riforma dello sport: il “correttivo” che verrà

La riforma dello sport è attesa ai blocchi di partenza per il 1° luglio 2023: la data sembra ormai confermata, anche se il nuovo impianto normativo verrà ulteriormente messo a punto nelle settimane e nei mesi successivi

Associati non tesserati

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Nel prepararci all'entrata in vigore della riforma abbiamo questo dubbio: nella nostra a.s.d. il 100 % dei praticanti è associato ma solo il 10% è anche tesserato alla nostra federazione di riferimento (gli atleti che partecipano alle gare e i ragazzi dei corsi di avviamento allo sport). Leggendo il decreto e gli articoli di commento apparsi su Fiscosport, sembrerebbe che la figura del tesserato diventi centrale perché è colui che può praticare legittimamente lo sport. Ma perciò l'associato puro non può più praticare lo sport che pratica la a.s.d. a cui si è associato... proprio con il fine di praticarlo? Grazie

Contributi per eventi sportivi di rilevanza nazionale e internazionale

Possono essere finanziate fino al 30% le spese sostenute per eventi sportivi di rilevanza sia internazionale che nazionale: lo dispone un Avviso pubblicato sul sito del Dipartimento per lo Sport

Socio unico e amministratore di s.s.d.: compatibilità con il ruolo di istruttore

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Un soggetto può essere socio unico e amministratore unico di una s.s.d. e percepire compensi con propria partita IVA individuale dalla stessa s.s.d. come istruttore? E lo stesso soggetto può essere contemporaneamente legale rappresentante e/o componente del consiglio di amministrazione di più s.s.d. diverse? Grazie in anticipo per l'attenzione

Le Regioni dimenticano gli ETS

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Per gli Enti del Terzo Settore nessuna agevolazione sulle aliquote IRAP, rimaste ferme al regime Onlus

Comitato periferico di EPS: disciplina fiscale e lavoro sportivo

Il comitato regionale e i comitati provinciali di un ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni hanno tutti un codice fiscale autonomo attribuito dall'agenzia delle entrate e in taluni casi, anche la partita iva, svolgendo anche attività commerciali usufruendo del regime previsto dalla legge 398/91. Hanno inoltre autonomia finanziaria utilizzando conti correnti bancari direttamente intestati al comitato periferico. Per quanto riguarda lo statuto adottano lo statuto dell'ente nazionale che risulta essere anche ente di promozione sociale. Fino ad oggi hanno sempre applicato l'art. 67 comma 1 lettera m del T.U.I.R. per il pagamento di collaboratori sportivi (arbitri, giudici di gara, ecc.) e personale amministrativo gestionale. Si chiede come inquadrare tali enti, ovvero, se rientranti nella riforma del terzo settore con assoggettamento al trattamento tributario previsto oppure applicare la disciplina prevista dalla riforma dello sport, quindi continuare ad usufruire della legge 398/91 e applicare le novità in materia di lavoro sportivo. Grazie

Inquadramento della figura del manutentore nell’ottica del “lavoro sportivo”

Quattro anni fa, il 30 maggio 2019, sulle pagine di Fiscosport veniva pubblicata la risposta a un quesito relativo all'inquadramento dei manutentori campi da tennis *. Alla luce delle norme del decreto che riforma il "lavoro sportivo", cosa è cambiato da allora, e come potrà/dovrà essere inquadrato il manutentore dei campi da tennis nelle piccole realtà sportive dilettantistiche?

Allenatore di pallavolo con partita IVA

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Una persona fisica svolge nel tempo libero l'attività di allenatore di pallavolo per due squadre di diversa categoria ma facenti parte della medesima a.s.d. Per tale attività in questi anni ha percepito compensi ex art. 67 lett. m per un importo indicativamente di € 7.000 annui. La persona è altresì titolare di una partita IVA in regime forfetario con la quale svolge l'attività di ingegnere. Ora, alla luce della riforma del lavoro sportivo e a decorrere dal 1 luglio 2023, tale soggetto sta valutando l'opportunità di svolgere l'attività di allenatore tramite la propria partita IVA di libero professionista. Detto ciò, la cosa, come sembra, è fattibile? Se sì, come devono essere gestiti i due tipi di ricavo ai fine della compilazione del modello Redditi affinché vengano tenute separate le due attività e le esenzioni previdenziali previste dalla riforma dello sport?

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