QUALI PROSPETTIVE OCCUPAZIONALI PER IL LAUREATO IN SCIENZE MOTORIE?
Il 2013 sembra essere cominciato sotto i migliori auspici per i laureati in scienze motorie. Il problema del ruolo e delle competenze del laureato in scienze motorie si è posto fin dal momento della trasformazione dell’ISEF in corso di laurea; se infatti, i titoli rilasciati al termine dei rispettivi corsi di studio sono stati equiparati ex lege, non altrettanto può dirsi con riguardo ai percorsi formativi e, soprattutto, agli sbocchi occupazionali. Quest’ultimo aspetto ha occupato gli “addetti ai lavori” da molto tempo. Vari sono stati i tentativi di risolvere la questione.
IL “FINANCIAL FAIR PLAY” DELLA UEFA – A cura di Mario Vigna *, Avvocato...
In questo numero di Fiscosport siamo molto lieti di pubblicare un contributo che si presenta - malgrado una prima superficiale occhiata non lo faccia intendere - di estremo interesse anche per le società e le associazioni sportive dilettantistiche. L'avvocato Mario Vigna - che oltre che esperto in diritto sportivo e componente del Progetto di Diritto Societario ed Industriale del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, dal 2009 riveste il ruolo di Procuratore Antidoping del CONI - ci parla infatti del calcio professionistico ai massimi livelli europei (UEFA), dunque di una materia che esula dal nostro tradizionale campo d'azione: tuttavia trattare e conoscere la normativa in materia di equilibrio finanziario dei club più importanti è sicuramente di interesse per tutte le società sportive; e ciò anzitutto perché l'"equilibrio" e le regole che lo governano sono i medesimi a prescindere dall'entità e dall'importanza economica e mediatica della società: ciò che vale per il Barcellona può e deve valere anche per il piccolo club calcistico di periferia; e in seconda battuta perché gli interventi assunti a livello di sport di vertice, quello professionistico, hanno inevitabili ripercussioni - economiche, di immagine, e anche morali - sul mondo del dilettantismo.
Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate in materia di adempimenti per le a.s.d. che hanno optato...
Come anticipato con la Newsletter “flash” n. 8bis del 25 aprile scorso, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta a fornire chiarimenti in merito agli adempimenti contabili e formali necessari per accedere e mantenere le agevolazioni fiscali previste dalla l. 398/1991 in favore delle società ed associazioni sportive dilettantistiche. L’intervento dell’Agenzia assume la forma di risposta a tre specifici quesiti formulati in relazione a problematiche frequentemente contestate in sede di avvisi di accertamento da parte delle Direzioni Provinciali. In questa sede verrà approfondita la problematica relativa al primo dei tre quesiti posti all’attenzione dell’Agenzia entrate, mentre il secondo e il terzo saranno oggetto di commento, sempre su questa Newsletter, da parte di Stefano Andreani e di Patrizia Sideri.
Il 16 FEBBRAIO SCADE IL TERMINE PER IL VERSAMENTO DELL’IVA DEL QUARTO TRIMESTRE 2012...
Cogliamo l’occasione di tale scadenza per segnalare le differenze con il regime trimestrale IVA ordinario, e fare un breve richiamo delle regole generali del “regime 398”: si dà spesso per scontato che tutti i dirigenti le sappiano ma, dai verbali di verifica che vediamo quotidianamente, sono ancora molti coloro che non hanno tutte le idee chiare. * Stefano Andreani, Dottore Commercialista e Revisore contabile in Firenze
Associazione Sportiva Dilettantistica e Associazione di Promozione Sociale: normativa fiscale a confronto – A...
Nella New sletter n. 18/2012 del 1 novembre 2012 è stato presentato il modello democratico di promozione sportiva realizzato e condotto dalla società sportiva "TARANTO FC 1927", società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata (ssd arl), e dalla associazione di promozione sociale (aps) "TARAS 706 a.c.".Con particolare riferimento alla forma giuridica della aps sono stati brevemente delineati alcuni aspetti generali in merito alla costituzione, alle finalità statutarie, all'obbligo di iscrizione in appositi registri, alla responsabilità patrimoniale e alla raccolta di risorse economiche (tra cui le erogazioni liberali). In questo articolo saranno approfonditi gli aspetti relativi alla disciplina fiscale di sicuro maggiore interesse e saranno poste a confronto le normative vigenti applicabili in generale agli enti non commerciali di tipo associativo (come le associazioni sportive dilettantistiche – asd) e in particolare alle aps. * Maurizio Mottola, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Taranto
Le ritenute per addizionali sui compensi sportivi eccedenti i 7.500 euro: la risposta a...
In un articolo pubblicato sulla Newsletter n. 3/2012 del 9 febbraio 2012 affrontammo il problema di quale aliquota (0,9 o 1,23%) dovesse essere applicata per la determinazione della ritenuta per addizionale regionale sui compensi sportivi eccedenti i 7.500 euro, preannunciando che avremmo presentato una istanza di interpello (allegata all'articolo) al fine di ottenere una risposta ufficiale che chiarisse il dubbio; la risposta al nostro interpello, divenuta una Risoluzione dell'AdE pubblicata ieri, la 106/2012 qui allegata, è stata indubbiamente sorprendente. * Stefano Andreani, Dottore Commercialista e Revisore contabile in Firenze
IL DECRETO SANITA’: QUALI RIPERCUSSIONI IN AMBITO SPORTIVO? *
Il decreto Sanità (noto anche come Decreto Balduzzi), oltre ad avere suscitato numerose critiche in sede di approvazione, ha anche “acceso gli animi” dei Presidenti delle società sportive, preoccupati per gli obblighi posti a loro carico. È, pertanto, necessario chiarire l’effettiva portata della recente normativa (pubblicata sulla G.U. del 10 novembre 2012), che, come si evince dal nome (decreto salute), ha come obiettivo principale la tutela della salute degli atleti. In questo contributo ci occupiamo specificamente delle nuove prescrizioni, mentre nella prossima Newsletter - grazie alla collaborazione di un docente di corsi in primo soccorso - il tema degli interventi "salva-vita" verrà affrontato sotto la luce delle operazioni che deve conoscere un soccorritore occasionale, tra le quali rientra anche l'utilizzo del defibrillatore. ** Barbara Agostinis, Avvocato in Pesaro e Docente di diritto dello sport e di La regolamentazione giuridica dell’evento sportivo Facoltà di Scienze Motorie Università di Urbino “Carlo Bo”
PER L’IMU DEI SODALIZI SPORTIVI REGOLE FORTEMENTE PENALIZZANTI
Con la pubblicazione del Decreto M.E.F. 19/11/2012 n. 200 sono state dettate regole assai rigorose sull'esenzione IMU degli immobili delle società e associazioni sportive dilettantistiche; e non pochi sono i dubbi e le perplessità. * Stefano Andreani, Dottore Commerci alista e Revisore Conta bile in Firenze
GIOCO O LAVORO? – A cura di Guido Martinelli, Avvocato in Bologna e Professore...
La ghiotta occasione che mi viene offerta dagli amici del portale "www.fiscosport.it", il più antico e qualificato del settore, di ospitare un mio contributo, non vorrei perderla con lo scarno commento all'ennesima recente sentenza del Tribunale di Torino che ritiene dovuti i contributi previdenziali da parte degli istruttori sportivi (ormai si gioca con il pallottoliere per vedere se prevalgono le sentenze positive o quelle contrarie), ma trarre spunto per verificare se sia possibile dare una sistematica a tutto il settore delle prestazioni d'opera retribuite nel mondo dello sport dilettantistico. Guido Martinelli, Avvocato in Bologna e Professore aggregato di “Legislazione sportiva” presso l’Università di Ferrara
UN NUOVO DEMOCRATICO MODELLO DI PROMOZIONE SPORTIVA: IL TRUST DEI TIFOSI –...
Partendo da un caso concreto e attuale (quello del "Taranto F.C. 1927" e della "Fondazione Taras 706 a.c.", cioè di una società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata partecipata da una associazione di promozione sociale), saranno analizzati i principali aspetti di interesse giuridico e fiscale relativi alla promozione sportiva mediante l'adozione di una struttura particolare e in rapida espansione nel panorama calcistico nazionale.Tale struttura trae origine dalle esperienze europee dei supporters trust, nati al fine di coniugare gli interessi privati di un sodalizio sportivo con gli interessi collettivi di salvaguardia delle tradizioni sportive, sociali e culturali, oltre che di corretti principi etici e morali, mediante la partecipazione diretta e democratica dei tifosi.Una via percorribile grazie alla costituzione di un ente non profit di tipo associativo che partecipa al capitale e agli organi sociali del club sportivo (società commerciale o ente non commerciale, con o senza scopo di lucro).Nel presente articolo, dopo aver brevemente descritto una recente iniziativa di tale tipo, passeremo ad analizzarne gli aspetti di maggiore interesse, di carattere giuridico e fiscale. * Maurizio Mottola,Dottore Commercialista e Revisore Legale in Taranto





