Giancarlo ROMITI
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Iscritto all’Albo dei Dottori Commercialisti di Genova e dei Revisori Legali.
Studioso del Terzo Settore e in particolar modo delle problematiche legate al mondo sportivo dilettantistico.
Socio fondatore della rete dei Professionisti del Terzo Settore e dello Sport.
Collaboratore di Ratio Quotidiano e Ratio non Profit, dal 2015 è collaboratore della rivista online Fiscosport.
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Rimborsi spese – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20606
In una squadra di basket giovanile, il genitore di un atleta mette a disposizione l'auto per le trasferte. Il genitore non è un associato né un tesserato. Si chiede se possa avere il rimborso chilometrico per la trasferta e, se sì, come vada trattato sotto il profilo fiscale.
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Corrispettivi diversificati – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20937
Una s.s.d. affiliata CSEN e avente lo scopo di promuovere l'attività sportiva e il benessere fisico, gestisce un centro sportivo munito di piscina, sauna, palestra con attrezzi e corpo libero, campi da tennis. Fra le iniziative che intende porre in essere ci sono: a) l'organizzazione di corsi di avviamento e perfezionamento delle singole discipline (corsi di nuoto, spinning, pilates ...) b) possibilità di utilizzare la struttura (con ingressi giornalieri o con abbonamenti mensili/trimestrali/semestrali/annuali) per praticare in libertà le diverse discipline (utilizzo piscina, palestra ...) Premesso che la s.s.d. vorrebbe aderire al regime agevolato 398, si chiede di conoscere il trattamento fiscale dei corrispettivi richiesti per le iniziative di cui sopra nei confronti dei seguenti soggetti: 1) Privati non soci e non tesserati a nessuna federazione 2) Privati non soci ma iscritti a una federazione (quella per la quale intendono iscriversi al corso o utilizzare il centro sportivo - ad es. CSEN, FIN, FIT ...) Si chiede pertanto se i corrispettivi di cui ai punti a) e b) svolti nei confronti dei soggetti 1) e 2) abbiano natura commerciale, e quindi da assoggettare a IVA e far rientrare nel plafond dei 250.000, oppure siano da considerare decommercializzati, e quindi non soggetti ad IVA e non rientranti nel predetto plafond.
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REVOCA DEL REGIME AGEVOLATO – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20402
Si chiede se e con quali modalità una a.s.d. che in passato abbia esercitato l'opzione per il regime agevolato possa, nel corso dell'anno 2016, optare per la tassazione ordinaria; si specifica che non è stata posta in essere alcuna operazione attiva.
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Modello SD/1/REG – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18720
Deve essere calcolata l'IVA su 134 biglietti ad euro 10 l'uno, per un totale di € 1.340. L'Agenzia delle Entrate ha fornito il modello SD/1 REG senza tuttavia dare alcuna istruzione in merito...
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Compensazione – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18105
Si chiede se una a.s.d. possa compensare una fattura di acquisto ricevuta da un fornitore di materiale di consumo con una fattura di vendita beni emessa dalla a.s.d. medesima, versando ovviamente la differenza a saldo.
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ASD E SPLIT PAYMENT – Risposta al Quesito dell’Utente n. 9658
In data 20 gennaio 2015, una a.s.d. ha emesso fattura cartacea (non digitale) nei confronti di un Comune (imponibile + iva 22%) senza citare lo split payment). Il 16 febbraio '15 il Comune bonifica la fattura per la sola quota parte relativa all’imponibile. Il 13 aprile '15 l’agenzia delle entrate con circolare nr. 15/E chiarisce che, i soggetti che si avvalgono di regimi speciali, tra cui le associazioni, sono esclusi dall’applicazione della scissione dei pagamenti. Il comune asserisce di aver versato l’IVA all’erario come dovuto e che, poiché le operazioni ricadono in un periodo di transizione/incertezza informativa da parte dell’AdE, l’a.s.d. non abbia null’altro a che pretendere dell’amministrazione comunale. L’a.s.d., relativamente alla fattura in questione, ha liquidato l’imposta nei tempi/modi conformi alla normativa. Si chiede come ci si debba comportare per recuperare la quota parte IVA in sospeso, non liquidata dall’amministrazione comunale.
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Limite 250.000: principio di cassa o di competenza? – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20937
Una SSD che applica il regime 398, nel calcolo del limite di euro 250.000 deve adottare il principio di cassa (cassa+fatturato) o il regime di competenza tipico delle rilevazioni in partita doppia (con le fatture da emettere)? Nel conteggio del limite di euro 250.000 relativo a prestazioni di pubblicità e sponsorizzazioni bisogna tenere in considerazione solamente la parte imponibile o anche la parte di IVA non versata a seguito dell'applicazione del particolare regime di determinazione?
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“CONTRIBUTI” COMUNALI PER LA GESTIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI – Risposta al Quesito dell’Utente n. 10505
Una a.s.d. in regime 398/91 ha in essere una convenzione col Comune per la gestione degli impianti sportivi. Per ricevere il compenso di gestione dall'ente, sarà emessa relativa fattura; si chiede se l'Iva applicata debba essere interamente versata o sia soggetta al regime semplificato e vada quindi versata nella misura del 50%.
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Ripartizione degli incassi nell’ambito dilettantistico – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19388
Una A.S.D. in regime di 398/91, affiliata alla F.I.G.C. e militante nel campionato regionale di prima categoria, alla fine del campionato regolare, disputa le gare di play off, play out e spareggi nelle quali il Comitato Regionale, tramite suoi Comunicati Ufficiali, definisce una percentuale per la ripartizione degli incassi derivante dalla vendita di biglietti di ingresso allo stadio; il testo è il seguente: "Play-Off e Play-Out: 65% alla Società ospitante, 35% alla Società ospitata (tale percentuale viene calcolata sull’incasso che la Società ospitante denuncia con il borderò alla SIAE) Finale Play-off: 40% alla Società ospitante, 30% alla Società ospitata, 30% al Comitato Regionale Gare di spareggio in campo neutro, 30% ad ognuna delle due Società, 30% al Comitato Regionale, 10% alla Società organizzatrice." Per quanto sopra si chiede un parere circa il corretto comportamento che la società sportiva dovrà fiscalmente adottare dal momento che la vendita dei biglietti va totalmente indicata nel borderò da presentare alla SIAE.
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Fatture per sponsorizzazioni e assenza di Partita Iva – Risposta al Quesito dell’Utente n. 3053
Nel corso dell'anno 2011 una a.s.d. senza partita IVA ha avuto sponsorizzazioni per €. 186.000,00, ha emesso le relative fatture - senza che gli stessi sponsor rilevassero che era indicato il CF e non la PI - applicando le agevolazioni della l. 398/81, e ha comunque pagato l'IVA tramite il Mod. F24, sempre utilizzando il codice fiscale. Si chiede se, in caso di verifica da parte dell'Agenzia delle Entrate, possa essere richiamato il comportamento concludente dell'associazione; si sottolinea che l'associazione ha presentato l'Unico ENC per l'anno in questione, e ha pagato le relative imposte applicando il coefficiente di redditività del 3%.
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Come è noto la riforma dello sport ha profondamente modificato il regime fiscale dei premi sportivi: riportandoli nell’alveo della disciplina comune di cui all’art. 30 d.p.r. 600/73, dal 1° luglio 2023 le somme erogate in relazione a un risultato sportivo ottenuto non costituiscono più redditi da lavoro, non sono soggetti a contribuzione e non concorrono alla formazione del reddito: fiscalmente scontano solo una ritenuta alla fonte, a rivalsa facoltativa, del 20%. Questo per tutti, ma non per le atlete e gli atleti vincitori di medaglie nelle gare olimpiche Milano-Cortina 2026






