Biancamaria STIVANELLO
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Avvocato cassazionista con studio in Padova dal 1994.
Si occupa di diritto e fiscalità dello sport dilettantistico e del Terzo Settore, prestando attività di consulenza e assistenza, in sede stragiudiziale e giudiziale.
Svolge attività di formazione per quadri e dirigenti di associazioni e società sportive dilettantistiche e di enti non profit nell’ambito degli Enti di Promozione Sportiva, degli Enti di Promozione Sociale e di alcuni progetti ed eventi della Scuola dello Sport del CONI.
Pubblicista e Direttore di PQM notiziario della Camera Civile degli Avvocati di Padova “Alberto Trabucchi”.
Dal 2019 socio e componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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Inquadramento della figura del manutentore nell’ottica del “lavoro sportivo”
Quattro anni fa, il 30 maggio 2019, sulle pagine di Fiscosport veniva pubblicata la risposta a un quesito relativo all'inquadramento dei manutentori campi da tennis *. Alla luce delle norme del decreto che riforma il "lavoro sportivo", cosa è cambiato da allora, e come potrà/dovrà essere inquadrato il manutentore dei campi da tennis nelle piccole realtà sportive dilettantistiche?
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Voga alla veneta e inquadramento dei collaboratori
In una a.s.d. con sede in Venezia - affiliata alla FIC e alla FICSF con atleti tesserati che praticano canottaggio e la disciplina delle VIP partecipando a diverse manifestazioni agonistiche, campionati regionali e campionati nazionali - numerosi soci, non tesserati, praticano la voga alla veneta, pratica sportiva molto diffusa in zona e legata alla tradizione storico/culturale della città. Molti neo iscritti, poco pratici della voga veneta e delle imbarcazioni tipiche veneziane o delle acque veneziane, vengono accompagnati, nelle loro uscite in barca, da soci più esperti che insegnano loro a riconoscere i percorsi lagunari e le condizioni ambientali (correnti, venti, maree) oltre a perfezionare la tecnica di voga. A questi "accompagnatori" viene riconosciuto, per la loro disponibilità, un contributo simbolico di 8 euro per ciascuna uscita in barca. L’assistenza ha carattere saltuario con una frequenza media di 4/5 uscite nell’arco di un mese per 2/3 volte l’anno (stiamo parlando di un contributo annuo che in genere non supera i 1000 €). Si chiede come debba essere considerata la loro prestazione alla luce della nuova normativa sul lavoro sportivo e quali adempimenti fiscali e contributivi siano necessari per questa tipologia di collaboratori. Grazie
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Regimi applicabili ora e in futuro alle a.s.d. che sono anche APS
Per le associazioni sportive dilettantistiche che siano anche APS, iscritte al RUNTS o ivi trasmigrate dai registri regionali o nazionali delle associazioni di promozione sociale di cui alla L.383/2000, non è agevole individuare i regimi applicabili alla c.d. doppia qualifica nel panorama delineato dalle due grandi riforme in corso di attuazione. Ne sono dimostrazione i vari quesiti che giungono dai nostri lettori. Ne prendiamo spunto per fare un sintetico - e ci auguriamo utile - riepilogo del complessivo quadro di riferimento quanto alla disciplina dei compensi, del lavoro sportivo e del regime fiscale di cui alla l. 398/91
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Le novità nella conversione del “decreto milleproroghe”
La riforma del lavoro sportivo parte dal 1 luglio 2023: la conferma arriva dalla conversione in legge del "Decreto Milleproroghe" (d.l. 198/2022) approvata in via definitiva dalla Camera nella seduta del 23.02.2023
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Sportivi senza prestazioni occasionali
Nel nuovo quadro della riforma del lavoro sportivo alla luce del decreto legislativo correttivo n. 163/22 che ha integrato e modificato il d.lgs. n. 36/21 non trovano spazio le prestazioni occasionali e pertanto a partire dal 1.01.2023 – o dalla ulteriore data di differimento della riforma, totale o parziale, che è allo studio del Governo – l’inquadramento dei lavoratori sportivi con applicazione della disciplina fiscale e contributiva differenziata non sembra potersi applicare al lavoro occasionale. Vediamo perché
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Compensi sportivi e custode della palestra
Alla luce di una recente presa di posizione dell'Agenzia delle Entrate pare che il particolare regime previsto per i compensi sportivi non potrebbe trovare applicazione nel caso del custode di una palestra gestita da una a.s.d. Si chiede conferma di questa linea interpretativa. Grazie
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I tempi di rinnovo delle cariche sociali
Ogni quanti anni l'associazione deve rinnovare le proprie cariche sociali?
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La modifica dello statuto di una a.s.d.: quale forma?
Nello statuto di una a.s.d. non sono indicate alcune clausole individuate nell'art. 148 c. 3 del T.U.I.R. e va dunque modificato: si tratterà di inserire parti mancanti come ad esempio il "divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione"... Affinché l'a.s.d. possa dirsi in regola, si chiede se, una volta tenutasi l'assemblea straordinaria, sia sufficiente il solo verbale da allegare allo statuto o se si debba invece registrarlo all'agenzia delle entrate. Grazie
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L’adeguamento degli statuti delle a.s.d. alla luce delle riforme dello Sport e del Terzo settore
Una recente richiesta di chiarimento da parte di un nostro lettore, che chiede se le a.s.d. siano obbligate ad adeguare lo statuto alla nuova Riforma dello Sport entro il 31 maggio 2022, ci offre lo spunto per tornare a fare chiarezza su alcuni aspetti delle due importanti riforme che stanno cambiando (e ancora cambieranno) il panorama del mondo degli enti del terzo settore e dello sport dilettantistico
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La Cassazione frena sui compensi sportivi e “anticipa” la riforma – Parte seconda
Proseguiamo l’analisi delle numerose pronunce, di notevole impatto per l’inquadramento dei collaboratori sportivi, depositate dalla Corte di Cassazione alla fine del mese di dicembre 2021 e nel mese di gennaio 2022. In questa seconda parte esaminiamo le argomentazioni svolte dalla Suprema corte a sostegno delle nuove decisioni in commento.
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I Premi sportivi alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono esenti dalla ritenuta...
Come è noto la riforma dello sport ha profondamente modificato il regime fiscale dei premi sportivi: riportandoli nell’alveo della disciplina comune di cui all’art. 30 d.p.r. 600/73, dal 1° luglio 2023 le somme erogate in relazione a un risultato sportivo ottenuto non costituiscono più redditi da lavoro, non sono soggetti a contribuzione e non concorrono alla formazione del reddito: fiscalmente scontano solo una ritenuta alla fonte, a rivalsa facoltativa, del 20%. Questo per tutti, ma non per le atlete e gli atleti vincitori di medaglie nelle gare olimpiche Milano-Cortina 2026






