Patrizia SIDERI
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Dottore commercialista e revisore legale in Siena, con specializzazione pluriennale nel settore non profit e sportivo dilettantistico, compresa la consulenza direzionale per il controllo di gestione e per il project financing delle realtà più strutturate.
Autore di numerosi articoli in materia di associazioni e società sportive, docente in corsi, seminari e giornate di studio organizzate fra altri da CONI, Federazioni ed Enti di promozione sportiva, Fondazione nazionale dei commercialisti, Ordini locali dei commercialisti.
Consulente della Scuola dello Sport Toscana.
Socio e componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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ESENZIONE ICI PER GLI IMMOBILI DESTINATI A FINALITA’ SPORTIVE APPLICABILE ANCHE ALLA SOCIETA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA (Commento a C.T.R. Milano 05/05/2015 n. 1887)
Una recentissima sentenza della C.T.R. di Milano statuisce che l'agevolazione ICI prevista dall'art. 7, lettera i), del d. lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 a favore delle associazioni sportive dilettantistiche sia applicabile anche alle società sportive dilettantistiche. Ricordiamo che, ai fini IMU, l'art. 9, comma 8, del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23 richiama espressamente l'art. 7, comma 1, lettera i), del d. lgs. 504/92.
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LA RECENTE RISOLUZIONE DEL M.E.F. 7/DF E IL PAGAMENTO DELL’IMU
Pochi giorni fa il Ministero per l’Economia e Finanze ha emanato una Risoluzione in materia di IMU (Ris. 7/DF del 5 giugno 2013, qui allegata), con la quale vengono offerti chiarimenti circa le modalità di determinazione della prima rata dell’IMU dovuta per il 2013 dagli enti non commerciali. Lunedì 17 giugno, infatti, è in scadenza il pagamento della prima rata IMU per il 2013: anche alla luce dei chiarimenti lì offerti riteniamo utile riportare di seguito i nuovi criteri applicabili a decorrere dal 2013 per la determinazione dell’imposta, richiamando sia i vari provvedimenti che si sono susseguiti in questi ultimi mesi sia i contributi offerti dai Consulenti Fiscosport in merito a quest’imposta, la cui esistenza finora appare, a dir poco, “sgangherata”
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S.S.D.: PROVENTI DECOMMERCIALIZZATI, TRATTAMENTO FISCALE E COMPILAZIONE DEL MODELLO UNICO – Risposta al Quesito dell’Utente n. 18977
Si chiede se ai sensi dell’art. 148, comma 3, del TUIR, possano essere considerate decommercializzate alcune categorie di proventi di una società sportiva dilettantistica (dettagliatamente elencate nel quesito); quale debba essere il loro trattamento fiscale; e infine se per le s.s.d. nel rigo RF del Modello Unico occorra indicare tutti gli incassi, con la conseguenza che l’importo supererà probabilmente la soglia di € 250.000,00 comportando la decadenza dal regime agevolato, oppure se ai fini del calcolo plafond non si considerino gli incassi decommercializzati.
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L’OBBLIGO DEL CERTIFICATO PENALE
Dal prossimo 6 aprile scatta l'obbligo di richiesta del certificato penale per i soggetti che operano con minori
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In materia di D.Lgs. 231/2001, a seguito delle modifiche in sede di conversione del D.L. 93/2013, non sono stati integrati i “reati presupposto” relativamente ai delitti informatici e trattamento illecito di dati
Sicuramente una buona notizia per il mondo associativo, in quanto gli obblighi in materia di privacy interessano tutte le associazioni/società sportive dilettantistiche e la modifica che ampliava i “reati presupposto” del D. Lgs. 231 avrebbe potuto rappresentare un notevole aggravio di responsabilità per tali soggetti.
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L’ISTAT RISPONDE IN MERITO ALLE COLLABORAZIONI SPORTIVE
I collaboratori sportivi (atleti, allenatori, istruttori, giudici di gara) che percepiscono rimborsi e compensi nell’esercizio diretto dell’attività sportiva dilettantistica non devono essere considerati ai fini della risposta al quesito 17.1 (dove si chiede di indicare il numero di lavoratori retribuiti, suddividendoli per tipo di contratto). Questo è quanto si legge nelle pagine delle FAQ pubblicate sul sito dell'ISTAT. La risposta dell’Istat, alquanto opportuna, va ad integrare quanto pubblicato nella Newsletter n. 18/2012 , in cui avevamo scritto – in riferimento al quesito 17.1 - che “Si ritiene che sia i collaboratori sportivi, che i collaboratori amministrativo-gestionali vadano inseriti nel punto 3 (vale a dire tra i lavoratori con contratto di collaborazione) - per esclusione - in quanto non è previsto un apposito campo loro dedicato, non potendoli inserire né tra i volontari, né tra i dipendenti.” * Patrizia Sideri, Dottore Commerc i alista e Revisore contabile i n Siena
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IL CENSIMENTO: UN’OCCASIONE DA COGLIERE
Ne lle scorse Newsletter di Fiscosport si è cercato di fornire un supporto agli enti sportivi per la compilazione del censimento previsto per gli enti non profit - la cui scadenza , lo ricordiamo, è prevista per il prossimo 20 dicembre - . In questo numero desideriamo offrire a i nostri lettori alcune riflessioni tese a interpretare il censimento quale opportunità per verificare, ed eventualmente migliorare, il proprio assetto amministrativo e organizzativo. * Patrizia Sideri, Dottore Commercialista e Revisore contabile in Siena
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IL CENSIMENTO DELLE ISTITUZIONI NON PROFIT – Guida alla compilazione, Parte quinta
Con il presente articolo viene ultimata la rassegna a commento del questionario Istat per gli Enti non profit.Le sezioni che prenderemo in rassegna sono la quinta: “Attività” e la sesta: “Struttura territoriale: unità locali”. Ricordiamo che le Sezioni da 1 a 4 sono state trattate nelle precedenti Newsletter Fiscosport . * Patrizia Sideri, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Siena
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Quesito N. 681 del 21/11/2012 – utente fiscosport n. 18012 – prov. di IMPERIA
Buongiorno, un'ASD regolarmente iscritta al CONI, che ha svolto finora solo attività istituzionale a favore dei propri associati, vorrebbe organizzare gite giornaliere per alcuni alberghi; quest'attività sarebbe occasionale, solo per un breve periodo : è considerat a attività commerciale, i cui proventi saranno tassati ai fini IVA e IRES/IRAP? Risposta a cura di Patrizia Sideri *, Consulente Fiscosport Siena
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“Il modello 231/2001 per gli enti non profit: Una soluzione per la gestione dei rischi”, il documento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC)
In data 30 ottobre 2012 è stato emanato il documento del Consiglio Nazionale dei Dottori Commerciasti ed Esperti Contabili (CNDCEC) denominato “ Il modello 231/2001 per gli enti non profit: Una soluzione per la gestione dei rischi ”. Il d.lgs. n. 231/2001 ha introdotto nel nostro ordinamento un peculiare meccanismo di imputazione della responsabilità ai soggetti diversi dalle persone fisiche, tra i quali le associazioni, comprese le associazioni sportive dilettantistiche: La norma prevede l'imputazione all'ente della responsabilità derivante dalla commissione di alcuni reati: lo scenario è quello del diritto penale. * Patrizia Sideri, Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Siena
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Come è noto la riforma dello sport ha profondamente modificato il regime fiscale dei premi sportivi: riportandoli nell’alveo della disciplina comune di cui all’art. 30 d.p.r. 600/73, dal 1° luglio 2023 le somme erogate in relazione a un risultato sportivo ottenuto non costituiscono più redditi da lavoro, non sono soggetti a contribuzione e non concorrono alla formazione del reddito: fiscalmente scontano solo una ritenuta alla fonte, a rivalsa facoltativa, del 20%. Questo per tutti, ma non per le atlete e gli atleti vincitori di medaglie nelle gare olimpiche Milano-Cortina 2026






