Contributo gestori impianti: le “FAQ” a Fiscosport

Sono giunti in redazione alcuni quesiti relativi al nuovo contributo a fondo perduto a favore dei gestori di impianti sportivi: abbiamo selezionato quelli che ci sembravano più emblematici offrendone la risposta nell’articolo che segue

Un commercialista che è anche presidente della a.s.d. richiedente può rilasciare la dichiarazione attestante l’erogazione dei compensi?

Superato, in senso negativo, il dubbio se vi sia incompatibilità tra la professione di dottore commercialista e il ruolo presidenziale all’interno dell’associazione sportiva, la risposta alla domanda è positiva: nel silenzio delle disposizioni normative del d.p.c.m. del 30 giugno e delle FAQ ufficiali pubblicate sul Dipartimento dello sport si ritiene che non vi siano motivi per negare che il professionista/presidente dell’a.s.d. possa attestare l’erogazione di compensi per un minimo di 10.000 euro erogati complessivamente ad almeno 4 tecnici 

L’art. 3 co. 1 lett. d) del d.p.c.m. 30 giugno 2022 richiede una dichiarazione di un dottore Commercialista che attesti il numero di tecnici sportivi dilettanti che abbiano ricevuto compensi dalla ASD/SSD e l’ammontare degli stessi ai sensi dell’art. 4 comma 1, lettera a); il comma citato prevede che i percipienti le indennità e/o i compensi per prestazioni sportive dilettantistiche (almeno 4 tecnici, per un ammontare complessivo minimo di 10.000 euro dal primo gennaio 2022 al 30 giugno 2022) non debbano essere tra loro parenti ed affini sino al terzo grado.
Si chiede quali potrebbero essere le modalità – oltre al certificato di stato famiglia – con le quali il professionista incaricato potrà attestare, senza incorrere in sanzioni, una simile condizione.

Si premette anzitutto che non riteniamo adeguato, quale documentazione utile, il certificato di stato famiglia, con il quale si certifica la composizione di un nucleo familiare ma non la parentela o l’affinità fino al terzo grado.
Inoltre può sorgere qualche dubbio sul fatto che il commercialista, accanto all’attestazione del numero di tecnici e dell’importi erogati, debba anche attestare l’assenza di rapporti di parentela e affinità: l’articolo 3 – ove si parla dell’attestazione – non lo richiede; vero è, si può obiettare, che il rinvio della norma all’art. 4 può far rientrare dalla finestra ciò che era stato lasciato fuori dalla porta…

Volendo dunque seguire l’indicazione del nostro gentile lettore, si ritiene che la strada da percorrere potrebbe essere la seguente:

  1. Farsi rilasciare dai singoli percipienti una autodichiarazione ai sensi del d.p.r. n.  445/2000 nella quale si dichiara l’assenza di parentela o affinità entro il terzo grado con i soggetti, lavoratori sportivi, indicati nella dichiarazione stessa
  2. Attestare il ricevimento delle dichiarazioni rilasciate dai soggetti percipienti

Si nota che tra i requisiti richiesti c’è il pagamento di compensi sportivi per un importo minimo di 10.000,00 euro. Questo significa che le a.s.d. che non hanno raggiunto questo importo minimo sono escluse dal contributo? Anche se ha pagato compensi per meno di 10.000,00 a causa di disposizioni locali e per necessaria sospensione delle attività riprese solo a partire da maggio?

Sia le disposizioni di legge che le FAQ sono molto chiare in tal senso: può essere fatta domanda di contributo soltanto se nel periodo che va dal 1 gennaio al 30 giugno 2022 sono stati pagati compensi per una cifra superiore a 10.000 € e ad almeno quattro tecnici. Non sono previsti motivi che permettano deroghe

Quali altri requisiti, oltre alla metratura dell’impianto, devono essere asseverati dal tecnico incaricato?

Oltre alla metratura della superficie utile lorda, il tecnico incaricato deve asseverare che si tratta di una struttura al chiuso opportunamente attrezzata per la pratica sportiva. Quanto alla superficie utile lorda ricordiamo che nelle FAQ si legge che: “si intende la metratura delle superfici comprese entro il perimetro esterno delle murature, di tutti i livelli fuori ed entro terra degli edifici. La superficie utile lorda, ai fini della commisurazione del contributo, è quella destinata a utilizzo sportivo, inclusi bagni e spogliatoi, ma esclusi luoghi di ristoro o commerciali