Barbara AGOSTINIS
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Avvocato esperto in diritto dello sport e dottore di ricerca in diritto civile.
Svolge attività professionale anche in sede giurisdizionale nell’ambito del diritto sportivo.
È stata titolare dell’insegnamento di Diritto dello Sport e di insegnamenti affini presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. È componente del Collegio di Garanzia dello Sport istituito presso il CONI (V sezione), è giudice del Tribunale disciplinare della I.A.A.F., nonché referente della Scuola dello Sport CONI Marche per l’area giuridica.
È autrice di molteplici pubblicazioni (testi e articoli) in materia di diritto dello sport e diritto civile; relatrice a numerosi Convegni, anche di rilevanza internazionale, e corsi di perfezionamento universitari in diritto e giustizia, nonché diritto e fiscalità dello sport.
Oltre a far parte del Comitato di Redazione Fiscosport, è socia dell’Associazione Italiana Avvocati dello Sport (responsabile del Coordinamento Regione Marche).
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Inquadramento allenatori laureati in scienze motorie – Risposta al Quesito dell’Utente n. 23105
Si chiede come meglio inquadrare un allenatore (pattinaggio artistico - FISR) in possesso di una laurea in scienze motorie che svolge la sua attività didattica per una A.s.d., e come comportarsi se la persona esercitasse attività di insegnamento (insegnante di attività motoria - no pattinaggio artistico), regolarmente retribuita con contratto a tempo indeterminato, presso un istituto scolastico.
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Compensi di importo diversificato agli istruttori di una a.s.d. – Risposta al Quesito dell’Utente n. 19530
Si chiede se in una a.s.d. anni d'esperienza di un istruttore possano giustificare un compenso orario maggiore rispetto a quello di un istruttore alle prime armi. In particolare si chiede se sia corretto che la differenza del compenso possa essere giustificata solo da eventuali ruoli di responsabilità ricoperti, tipo "responsabile" o "coordinatore".
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La responsabilità dei dirigenti sportivi – Slide proiettate a Milano in occasione del Convegno nazionale Fiscosport
Quando si configura un'azione illecita? Quali sono le conseguenze? E, soprattutto: quali sono i comportamenti corretti da tenere per evitare violazioni di norme sportive, penali, civili o trIbutarie?
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Come si inquadrano il compenso di una segretaria e quello di una collaboratrice che si occupa della pulizia della palestra? – Risposta al Quesito dell’Utente n. 2610
Si chiede in che forma una a.s.d. iscritta nel registro del CONI possa pagare l'addetta alla segreteria e una tesserata che dà una mano nelle pulizie della palestra (compensi sportivi, voucher ...)
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Può un non socio candidarsi alla presidenza o al Consiglio direttivo di una a.s.d.? – Risposta al Quesito dell’Utente n. 5230
In previsione della prossima assemblea annuale dei soci che deciderà anche del rinnovo delle cariche sociali del presidente e del nuovo consiglio direttivo si chiede se, per essere eletti, i candidati alla presidenza e al CD debbano essere soci; e se possono essere eletti, non avranno diritto di voto in sede di assemblea? È opportuno che costoro, se interessati a candidarsi, presentino prima delle elezioni istanza per diventare soci e ricevano la relativa accettazione da parte del consiglio direttivo in carica?
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Istruttore sportivo dilettante e patto di non concorrenza: è soluzione praticabile? – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21422
Un istruttore, considerato sportivo dilettante, percepisce compensi da una s.s.d. ex art. 67 d.p.r. 917/86. Il contratto stipulato prevede che il rapporto non sia riconducibile tra quelli disciplinati dalla Legge 91/81 (Norme in materia di rapporti fra società e sportivi professionisti) o di esercizio professionali di arti e professioni. Inoltre, il contratto prevede una clausola di non concorrenza (non a titolo oneroso art. 2125 C.C.) che vieta all'istruttore di svolgere la medesima attività nei cinque anni successivi alla cessazione dell'incarico, divieto operativo su tutto il territorio italiano ed europeo. A parere di chi scrive, essendo l'istruttore sportivo dilettante e considerata la "breve vita" sportiva di una persona, il patto di non concorrenza incluso nel contratto (per 5 anni e addirittura esteso a tutto il territorio nazionale ed europeo) è da considerarsi nullo, ai sensi di quanto disposto dall'art. 4 della Legge 91/81. Si chiede un parere in merito.
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Modifica allo statuto non registrata: come procedere 5 anni dopo? – Risposta al Quesito dell’Utente n. 21305
Circa 5 anni fa l'assemblea straordinaria di un'a.s.d. approvava - verbalizzandola - una modifica allo statuto in quanto lo stesso conteneva un refuso che poteva palesare la mancanza di democraticità: era prevista infatti la figura del "socio atleta" non avente diritto di voto volendosi invece dare conto dei tesserati atleti non soci. Questo nuovo statuto, che ha eliminato tale refuso, approvato dall'assemblea straordinaria 5 anni fa, non è mai stato registrato. Come è possibile procedere? Registrare adesso per allora? Quali le possibile conseguenze?
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Benefici legge 398/91, assenza di attività “istituzionale” e rapporto socio/tesserato – Risposta al Quesito dell’Utente n. 5542
Una a.s.d. operante nel settore Mountain Bike vorrebbe entrare a far parte di una Polisportiva. L'a.s.d. in questione promuove attività di escursione sul territorio in collaborazione con guide MTB. L'importo riconosciuto per l'escursione viene trattato con i benefici della legge 398/91. I biker vengono associati alla a.s.d. e tesserati a un EPS. L'a.s.d. non svolge attività "istituzionale" (scuola di mtb, team gare o altro) ma solo le escursioni sopra indicate. E' corretto questo modus operandi o si corre il rischio che tale tipologia di attività possa essere considerata come pura commerciale non avendo attività istituzionale?
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Soci e tesserati – Risposta al Quesito dell’Utente n. 23281
Il Presidente di una a.s.d. affiliata all'ASI che svolge attività di Fitness all'interno di una Palestra, scrive: "Ad un seminario del CONI tenutosi poco tempo fa, ci è stato segnalato che è possibile tesserare alla nostra associazione persone senza associarle obbligatoriamente, al contrario di quanto ci è sempre stato comunicato. La confusione in sala con tante associazioni presenti è stata totale; evidentemente tante associazioni sportive dilettantistiche avevano le nostre solite nozioni. Ora mi chiedo (e così si chiederanno molti presidenti come me), è possibile quindi tesserare la maggior parte degli atleti senza associarli obbligatoriamente come abbiamo fatto fino al 31/12/18, avendo controllato il nostro statuto che non specifica che possano farne parte solo i soci? Se quello che ci è stato comunicato risultasse possibile e corretto anche a voi, sicuramente opteremmo per una gestione più semplice per la nostra ASD, mantenendo come soci solo i fondatori come me, il vicepresidente, la nostra collaboratrice amministrativa e quella decina di persone come collaboratori sportivi e atleti che frequentano la Palestra dal primo giorno di apertura. In questo caso come potremo trasformare le altre persone solo in semplici tesserati e come comportarci per gli anni precedenti per essere in regola? Aggiungo che dal punto di vista fiscale abbiamo sempre qualificato le quote pagate dai soci per usufruire della palestra come non commerciali in quanto collegate all'attività istituzionale (l'ASD non svolge nessun tipo di attività commerciale e non ha partita Iva). Nel caso iniziassimo ad operare la distinzione tra soci e semplici tesserati, anche le quote provenienti da questi ultimi godrebbero del beneficio della decommercializzazione?
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Soci e Tesserati – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20778
In un’a.s.d. tennis lo statuto prevede soci minorenni under 18, soci benemeriti, sostenitori e ordinari. I minorenni sono tesserati perché questo voleva la FIT. Ora la FIT ha rilasciato una nuova procedura per il tesseramento che prevede si faccia autonomamente on-line. Questo ci impone di affrontare il problema dei tesserati minorenni che sono anche soci. Vorremmo chiedere se è corretta la procedura che pensiamo di adottare – e che si riporta all’interno dell’articolo - magari anche in attesa di variare lo statuto.
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Come è noto la riforma dello sport ha profondamente modificato il regime fiscale dei premi sportivi: riportandoli nell’alveo della disciplina comune di cui all’art. 30 d.p.r. 600/73, dal 1° luglio 2023 le somme erogate in relazione a un risultato sportivo ottenuto non costituiscono più redditi da lavoro, non sono soggetti a contribuzione e non concorrono alla formazione del reddito: fiscalmente scontano solo una ritenuta alla fonte, a rivalsa facoltativa, del 20%. Questo per tutti, ma non per le atlete e gli atleti vincitori di medaglie nelle gare olimpiche Milano-Cortina 2026






