Entro il prossimo 17 marzo (scadenza prorogata al primo giorno lavorativo successivo in quanto il 16 marzo cade di domenica) deve essere versata la tassa annuale forfettaria relativa alla vidimazione dei libri sociali. Ma non riguarda le s.s.d.
Entro il prossimo 17 marzo (scadenza prorogata al primo giorno lavorativo successivo in quanto il 16 marzo cade di domenica) deve essere versata la tassa annuale forfettaria relativa alla vidimazione dei libri sociali.
Si tratta di un versamento (il cui importo è di euro 309,87 se il capitale sociale è inferiore o uguale a 516.456,90 euro, ovvero di euro 516,46 se superiore a 516.456,90 euro) che deve essere effettuato dalle società di capitali, con alcune eccezioni.
Tra queste vanno annoverate le società sportive dilettantistiche costituite in forma di società di capitali senza scopo di lucro affiliate a un/a FSN/EPS/DSA, a condizione che il relativo atto costitutivo sia conforme a quanto prescritto dall'art. 90, l. 289/2002: le s.s.d.che rispettano questi requisiti sono dunque esenti dall'obbligo del tributo in questione.
Un articolato quesito giunto in redazione offre l’occasione per riprendere un tema complesso che genera molti dubbi e incertezze nella gestione dei rapporti con i praticanti l’attività sportiva. Rinviando per ogni ulteriore approfondimento ai numerosi contributi pubblicati su questa Rivista proviamo a stilare una sorta di vademecum per il corretto inquadramento della figura del socio e del tesserato, partendo dal presupposto che in un’associazione sportiva dilettantistica si possono individuare di regola - e fatte salve diverse prescrizioni regolamentari da parte degli organismi affilianti - almeno tre categorie di partecipanti: i soci tesserati, i soci non tesserati, i tesserati non soci