QUESITO N. 441 del 31/05/2009 – utente fiscosport n.7168 – prov.di TRIESTE

Sono il Presidente di un’associazione sportiva dilettantistica (140 soci) affiliata alla Federazione Italiana Vela. Credendo che l'argomento sia di estrema attualità, nonchè d'interesse generale, pongo il seguente quesito: considerato che il carico di lavoro gestionale amministrativo (segreteria, tesseramento, contabilità, promozione sportiva, rapporti con enti esterni, sito internet, ecc.) di una associazione sportiva dilettantistica di piccole / medie dimensioni, ricade quasi sempre sulla figura del Presidente o del Segretario o di qualche altro volonteroso componente del Consiglio Direttivo, si chiede conferma sulla possibilità di erogare a tali figure un compenso proporzionato alla loro attività svolta. In caso affermativo si desidera sapere dal punto di vista fiscale e statutario quali sarebbero le modalità da seguire, ricordando che, per soddisfare l’art. 90 della Legge 289/2002, è stata inserita negli statuti delle associazioni sportive dilettantistiche la clausola inerente la gratuità. Ringraziando anticipatamente, porgo cordiali saluti. risposta a cura del Dott. Stefano Andreani, Consulente Regionale Fiscosport Toscana - Campi Bisenzio (FI )

QUESITO N. 440 del 27/05/2009 – utente fiscosport n.7754 – prov.di BOLZANO

Vorrei conoscere la vostra opinione in merito al fatto che sia corretto o meno considerare gli atleti tesserati nell'associazione sportiva dilettantisrica (al fine di svolgere l'attività sportiva federale) e con vincoli sportivi definiti dalle federazioni, soci dell'associazione stessa, anche in mancanza della domanda di iscrizione (da non confondere con il tesseramento federale). A modesto parere dello scrivente l'essere atleti-tesserati (federali) di un'associazione non comporta obbligatoriamente l'esserne anche socio. Grazie risposta a cura del Rag. Maurizio Falcioni, Consulente Provinciale Fiscosport Rimini

QUESITO N. 527 del 26/10/2010 – utente fiscosport n.11050 – prov.di TRAPANI

Siamo una associazione sportiva senza fine di lucro e che non svolge alcuna attiva commerciale. Desidererei sapere nel caso in cui una industria decidesse di erogare alla nostra associazione (che non ha partita IVA) la somma ipotetica di euro 10.000,00 (quale contributo) quale tipo di ricevuta bisogna emettere. La ditta commerciale che ha elargito il contributo deve solo registrare tale somma in uscita senza altra formalità. Mentre rimango in attesa di una Vostra risposta, colgo l'occasione per inviare cordiali saluti. risposta a cura del Rag. Giampaolo Concari, Ragioniere Commercialista in Soragna (PR)

QUESITO N. 439 del 25/05/2009 – utente fiscosport n.9621 – prov.di CAGLIARI

Buongiorno, sono il segretario di un associazione sportiva dilettantistica e gradirei sapere se sui rimborsi spesa agli allenatori, sull'importo eccedente i 7.500 euro oltre che la ritenuta IRPEF del 23% e l'addizionale regionale dello 0.90% bisogna applicare l'addizionale comunale. Potete cortesemente darmi delle delucidazioni generiche? Grazie per il prezioso aiuto. risposta a cura del Rag. Maurizio Falcioni, Consulente Provinciale Fiscosport Rimini

QUESITO N. 438 del 18/05/2009 – utente fiscosport n.3033 – prov.di TARANTO

Gli Ispettori del Lavoro, nel corso di varie ispezioni effettuate di recente presso palestre ed associazioni sportive dilettantistiche, sostengono che i contratti degli istruttori/allenatori devono essere comunicati ai Centri Territoriali per l'Impiego. Se questo costituisce un obbligo, gradirei conoscere la fonte normativa; nello specifico, chiedo se tale obbligo sussiste anche qualora l'istruttore/allenatore è un socio della medesima Associazione Sportiva Dilettantistica. Lo scrivente non ha mai effettuato tali comunicazioni poichè ritiene che se tale obbligo sussiste, esso ha un senso solo nei rapporti che l'Associazione Sportiva Dilettantistica stipula con terzi non soci. Grazie e buon lavoro. risposta a cura del Dott. Stefano Andreani, Consulente Regionale Fiscosport Toscana

QUESITO N. 603 del 18/09/2011 – utente fiscosport n. 3368 – prov. di VERBANIA

Un'associazione sportiva dilettantistica ha in gestione dal Comune di appartenenza due campi da tennis. I campi sono utilizzati da sportivi sia soci che non, con il pagamento di una tariffa oraria diversa. La società incassa quindi la quota annuale dei soci che dà loro anche il diritto di un pagamento di una tariffa oraria ridotta, e la tariffa oraria da parte degli altri praticanti. L'incasso dei proventi delle ore di gioco è da considerarsi attività commerciale? Eventualmente è solo commerciale il provento da parte dei non soci? Se si configurasse un'attività commerciale i proventi sono soggetti ad IVA? Grazie per una Vs. gentile risposta. Risposta a cura di Gianpaolo Concari *, Collaboratore della Redazione Fiscosport

QUESITO N. 437 del 16/05/2009 – utente fiscosport n.1190 – prov.di MILANO

Una associazione sportiva dilettantistica organizza corsi di sci destinati a ragazzi compresi tra i 5 e i 18 anni in località montane in cui sono disponibili campi da sci adatti all'educazione e alla pratica sportiva dello sci. Pur non essendo struttura sportiva quale "palestra..piscina..etc" il costo del corso dà diritto alla detrazione del 19% nel limite dei 210 euro? Grazie. risposta a cura del Dott. Francesco Sisani, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Firenze

QUESITO N. 436 del 15/05/2009 – utente fiscosport n.9724 – prov.di TREVISO

Buongiorno, sono il presidente di una società sportiva dilettantistica registrato in fiscosport. Ho una gran confusione sul regime 398/91, in particolare sul tetto massimo dei 250.000,00€: per tetto massimo si intente il fatturato oppure gli incassi ricevuti? Es. se nel corso del 2008 ho fatturato sponsorizzazioni per un importo di 300.000,00, ma di queste ne ho incassato solo 200.000,00, posso considerarmi ancora in regime 398/91? risposta a cura del Dott. Gianfranco Fumarola, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Martina Franca (TA)

QUESITO N. 435 del 15/05/2009 – utente fiscosport n.9735 – prov.di TRIESTE

Oggetto: inquadramento fiscale corrispettivo per corso di scuola-vela. Siamo una Associazione Sportiva Dilettantistica velica iscritta al registro Nazionale del CONI e affiliata alla FIV da cui abbiamo il riconoscimento "di scuola di vela". Fiscalmente operiamo in regime di 398/91; il quesito riguarda l'esatta qualificazione fiscale dei corrispettivi incassati dai partecipanti ai corsi di vela che organizziamo durante i mesi estivi. Gli iscritti ai corsi pagano un certo importo, importo comprensivo anche della quota necessaria per l'iscrizione dell'interessato alla FIV, iscrizione che viene contestualmente effettuata. I partecipanti ai corsi dovrebbero quindi inquadrarsi tra i "... tesserati delle rispettive organizzazioni nazionali...", di cui all'Art. 148 - c. 3 del DPR 917/86 (TUIR), con la conseguenza che i suddetti corrispettivi non dovrebbero costituire attività commerciale, in parallelo a quanto previsto dalla normativa IVA (Art. 4 - c. 4 DPR 633/72), con conferma al riguardo dell'Avv. Martinelli sul sito della FIV ( www.federvela.it - LAFEDERVELA/Notizie legali e tributarie/Esenzione IVA per iscrizione corsi vela). Chiediamo gentilmente conferma di quanto sopra e, ringraziando, porgiamo distinti saluti. risposta a cura del Dott. Marco D'Isanto, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Napoli  

QUESITO N. 457 del 16/09/2009 – utente fiscosport n.9521 – prov.di PADOVA

In qualità di Consulente di una associazione sportiva dilettantistica dove tra l'oggetto sociale presenta organizzazione e esercizio di attività sportive dilettantistiche, la formazione e la preparazione di squadre nella disciplina sportiva calcistica, compresa attivita' didattica per l'avvio ed il perfezionamento della medesima attivita' sportiva. Si chiede se l'associazione che è iscritta al Registro del Coni ed affiliata alla Federazione Italiana Giuoco Calco (Lega Nazionale Dilettanti) può oltre ad iscrivere una squadra di calcio a cinque al campionato provinciale con relativa iscrizione dei giocatori alla F.I.G.C. gestire e utilizzare i campi di calcetto gia' presenti per affitto a persone, diverse dai giocatori tesserati, che si organizzano per la partita di un' ora o due ore facendo pagare un corrispettivo specifico. In caso affermativo, ai predetti dilettanti è sufficiente fornire loro una richiesta di adesione come socio dell' associazione senza fornirgli un cartellino della F.I.G.C. in quanto non facenti parte della squadra oppure sarebbe meglio tenere distinte le due cose creando un' altra associazione sportiva dilettantistica che gestisca i campi per affitto ad ore? risposta a cura del Dott. Gianfranco Fumarola, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Martina Franca (TA)

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