Gianpaolo CONCARI
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Si occupa del controllo di gestione e della fiscalità degli enti non profit. Svolge altresì la professione di revisore dei conti.
È stato coordinatore del Gruppo di Lavoro Enti non Profit del Consiglio Nazionale dei Ragionieri ed Esperti Contabili che ha pubblicato (2002) la prima raccomandazione contabile in Italia dedicata alla contabilizzazione delle erogazioni liberali.
Si occupa di formazione tenendo seminari e webinar riguardanti il Terzo settore.
Collabora con vari siti internet che si occupano della materia.
Dal 2002 è collaboratore della testata on-line Fiscosport.
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L’8 per mille della Chiesa Valdese
Come sarà ridistribuito l'8 per mille IRPeF raccolto attraverso le dichiarazioni dei redditi? Attraverso una piattaforma telematica sarà possibile caricare i progetti e la rendicontazione.
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Le erogazioni liberali falliscono l’aggancio alla precompilata
La comunicazione telematica delle erogazioni liberali degli Enti del Terzo settore presenta ancora non pochi problemi a pochi giorni dall'inizio della raccolta effettiva dei dati. Probabile lo slittamento di un anno.
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Donazioni, fisco e calamità naturali
Come fare le erogazioni liberali a sostegno delle popolazioni colpite da eventi calamitosi. [Aggiornamento dell'articolo del 08/09/2016]
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Compensi ai cooperanti: annullato l’avviso di accertamento
Tiene la ricostruzione del regime di tassazione dei compensi ai cooperanti. Che fatica però!
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La Flat-tax nuoce gravemente al Non Profit
Di come un qualsiasi programma di alleggerimento delle imposte potrebbe scardinare il 5 per mille
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I cooperanti alla prova della dichiarazione dei redditi
I compensi ai cooperanti continuano a essere un rebus, senza istruzioni dell’Agenzia delle entrate, sia per le Ong che per i cooperanti. Proviamo a risolverlo.
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Terzo settore e decreto crescita: la proroga degli adeguamenti statutari
Gli adeguamenti statutari degli enti non profit possono attendere il 30 giugno 2020. È questa una delle notizie più attese, contenuta nel decreto crescita convertito il 28 giugno scorso.
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Redditi PF – Nuove istruzioni e vecchi errori
Per il terzo anno consecutivo le istruzioni di compilazione del modello Redditi PF - quadro RE sono errate: il riferimento al decreto ministeriale che stabilisce l’ammontare delle retribuzioni convenzionali per i contribuenti che hanno ricevuto emolumenti a titolo di cooperante o di volontario, nell’ambito di un rapporto di lavoro con una organizzazione non governativa, è errato.
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Donazione a a.s.d.: qual è l’inquadramento fiscale? Quali sono gli adempimenti da seguire? – Risposta al Quesito dell’Utente n. 23437
Una a.s.d. riceve una donazione di euro 3000 da un'associazione alpini. Come può essere inquadrata tale somma per non essere assoggettata né a IRES né a IVA? Quali adempimenti è necessario seguire?
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Bollo si Bollo no: richiesta chiarimenti – Risposta al Quesito dell’Utente n. 20337
in riferimento all'articolo "Bollo si, Bollo no" pubblicato il 7 febbraio 2019 si chiedono chiarimenti relativamente alla frase: "Ecco spiegato il motivo per il quale le fatture emesse (non sono elencate tra i documenti) per le operazioni esenti, non soggette o fuori campo IVA sono soggette ad imposta di bollo. Un esempio è la ricevuta per il pagamento di un corso per attività sportiva che è considerata fuori campo IVA" e poi avremo invece l'esenzione da imposta di bollo per "le attestazioni di pagamento di corrispettivi specifici, singole o cumulative". Si chiede quindi conferma che l'incasso di corrispettivi per un corso sportivo (fuori campo Iva) sia soggetto a marca da bollo mentre l'incasso di corrispettivi specifici sia esente da marca da bollo... Ma - ci si chiede - i due tipi di incasso non sono esattamente la stessa cosa? E la distinzione tra applicazione ed esenzione da marca da bollo non la fa il tipo di documento emesso/ricevuto? (Per cui sulle fatture per incasso di corrispettivi specifici ci va la marca da bollo, sulle ricevute per incasso di corrispettivi specifici non ci va?)
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I Premi sportivi alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono esenti dalla ritenuta...
Come è noto la riforma dello sport ha profondamente modificato il regime fiscale dei premi sportivi: riportandoli nell’alveo della disciplina comune di cui all’art. 30 d.p.r. 600/73, dal 1° luglio 2023 le somme erogate in relazione a un risultato sportivo ottenuto non costituiscono più redditi da lavoro, non sono soggetti a contribuzione e non concorrono alla formazione del reddito: fiscalmente scontano solo una ritenuta alla fonte, a rivalsa facoltativa, del 20%. Questo per tutti, ma non per le atlete e gli atleti vincitori di medaglie nelle gare olimpiche Milano-Cortina 2026






