Biancamaria STIVANELLO
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Avvocato cassazionista con studio in Padova dal 1994.
Si occupa di diritto e fiscalità dello sport dilettantistico e del Terzo Settore, prestando attività di consulenza e assistenza, in sede stragiudiziale e giudiziale.
Svolge attività di formazione per quadri e dirigenti di associazioni e società sportive dilettantistiche e di enti non profit nell’ambito degli Enti di Promozione Sportiva, degli Enti di Promozione Sociale e di alcuni progetti ed eventi della Scuola dello Sport del CONI.
Pubblicista e Direttore di PQM notiziario della Camera Civile degli Avvocati di Padova “Alberto Trabucchi”.
Dal 2019 socio e componente del comitato di redazione della rivista on-line “Fiscosport”.
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Quesito N. 706 del 14/04/2013 – utente fiscosport n. 9853 – prov. di PORDENONE
Siamo una ASD della Federazione Italiana Danza Sportiva. A parte la nostra attività agonistica con atleti iscritti alla federazione e nostri soci, svolgiamo anche attività divulgativa con i corsi di ballo. Nel 2007 abbiamo avuto un accertamento dell'Agenzia delle Entrate, in tale occasione il funzionario ci ha fatto presente, visto che non era tema dell'accertamento, che i corsisti non sarebbero dovuti iscrivere a libro soci visto che frequentano la nostra ASD solo per il tempo di un corso o due o tre. Pertanto i proventi di tali corsi diventano commerciali e soggetti a fatturazione seppure con la regola del regime 398. Da allora a tutti i corsisti rilasciamo regolare fattura. Da recenti pubblicazioni, alcune delle quali anche sul vostro sito, è emerso che l'articolo 148 del T.U.I.R. al comma 1, stabilisce: Non è considerata commerciale l'attività svolta nei confronti degli associati o partecipanti, in conformità alle finalità istituzionali... A questo punto non siamo più così tanto sicuri. I proventi derivanti da persone, organizzate in corsi, a cui i nostri tecnici e istruttori federali insegnano la danza sportiva all'interno delle nostre strutture, sono commerciali o no? Risposta a cura di Biancamaria Stivanello *, Collaboratrice della Redazione di Fiscosport
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GLI EURO-GIUDICI DELINEANO UNA CHIARA E AMPIA NOZIONE DEL CONCETTO DI SPORT
Con la pronuncia che si annota (Corte di Giustizia, Quinta Sezione, Sentenza 21/2/2013 nella causa C-18/12) la Corte ha disposto che: “1) L’articolo 132, paragrafo 1, lettera m), della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, dev’essere interpretato nel senso che attività sportive non organizzate, non sistematiche e non finalizzate alla partecipazione a competizioni sportive possono essere considerate pratica sportiva ai sensi di tale disposizione. 2) L’articolo 132, paragrafo 1, lettera m), della direttiva 2006/112/CE dev’essere interpretato nel senso che l’accesso ad un parco acquatico che metta a disposizione dei visitatori non solo installazioni per l’esercizio di attività sportive, ma anche altri tipi di attività distensive o ricreative può costituire una prestazione di servizi strettamente connessa con la pratica sportiva. È compito del giudice del rinvio stabilire se, alla luce degli elementi interpretativi forniti dalla Corte nella presente sentenza e in considerazione delle particolari circostanze del procedimento principale, tale ipotesi ricorra nella specie.” * Biancamaria Stivanello, Avvocato in Padova
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ABOLITI I REQUISITI PROFESSIONALI PER LA VENDITA E LA SOMMINISTRAZIONE DEI PRODOTTI ALIMENTARI AI SOCI – A cura di Biancamaria Stivanello * , Collaboratrice della Redazione di Fiscosport
Tra le varie novità introdotte dal d.lgs. 6 agosto 2012 n. 147, pubblicato in G.U. il 30 agosto 2012 - Disposizioni integrative e correttive del decreto legisativo 26/3/2010 n. 59, recante attuazione della direttiva 2006/123/CE, relativa ai servizi nel mercato interno , si evidenzia l'abrogazione dei requisiti professionali per la vendita e somministrazione dei prodotti alimentari per tutti i casi in cui la vendita sia effettuata con modalità o spazi nei quali l'accesso non è consentito liberamente, come ha avuto modo di chiarire anche la circolare ministeriale n. 3656/C del 12 settembre 2012. * Biancamaria Stivanello, Avvocato in Padova
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Nota a Tribunale di Venezia, sez. distaccata di San Donà di Piave, 17 agosto 2011 n. 377, in tema di lesioni durante l’allenamento di karate tra atleti minori di età – A cura di Biancamaria Stivanello *, Collaboratrice della Redazione di Fiscosport
Responsabilità contrattuale dell'a.s.d. - sussiste. Responsabilità extracontrattuale ex art. 2048 c.c. degli allenatori - sussiste. Responsabilità extracontrattuale ex art.2049 c.c. dell'a.s.d. per fatto illecito degli istruttori - non sussiste. Attività dimostrativa e non agonistica - accettazione del rischio consentito in sport a contatto necessario - esclusione. * Biancamaria Stivanello - Avvocato in Padova
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QUESITO N. 419 del 07/02/2009 – utente fiscosport n.7585 – prov.di MILANO
Per la costituzione di un'associazione polisportiva dilettantistica (per corsi di ginnastica e corsi di tennis) le regole da prevedere nell'atto costitutivo e nello statuto si differenziano da quelle previste per la costituzione di un'associazione sportiva dilettantistica? Si intende aderire al regime agevolato della legge 398/1991. risposta a cura dell'Avv. Biancamaria Stivanello, Collaboratrice della Redazione Fiscosport - Padova
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ATTIVITA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA E QUESTIONI IN MATERIA URBANISTICA a cura dell’Avv. Biancamaria Stivanello, Collaboratrice della Redazione Fiscosport – Padova
Sulla natura giuridica dell’associazione sportiva dilettantistica e sulla possibilità di svolgimento di attività istituzionali sportive e/o ricreative in fabbricato a destinazione artigianale inserito in zona D/1 o comunque a vocazione produttiva del P.R.G. - Cenni sul regime delle associazioni di promozione sociale.
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QUESITO N. 416 del 22/01/2009 – utente fiscosport n.5031 – prov.di AGRIGENTO
L'iscrizione al REA della Camera di Commercio, da parte di un'associazione sportiva dilettantistica coincide con la perdita della caratteristica di mancanza di lucro? Ciò si è reso necessario per la nostra associazione per l'accreditamento alla Regione per svolgere corsi di formazione professionale finanziati dalla Regione e che, in quanto tali, a norma di una risoluzione della Comunità Europea recepita dal Ministero del Lavoro è considerata attività di utilità sociale in quanto sottoposta a principi di rendicontazione e tracciabilità della spesa dettati dall'Ente Pubblico. risposta a cura dell'Avv. Biancamaria Stivanello, Nuova Collaboratrice della Redazione Fiscosport - Padova
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QUESITO N. 412 del 16/12/2008 – utente fiscosport n.10761 – prov.di LECCE
La mancata dicitura di "dilettantistica" nella denominazione di una associazione puo' causare problemi in sede di accertamento, pur essendo molto esplicita nello statuto la natura amatoriale del club? risposta a cura dell'Avv. Biancamaria Stivanello, Avvocato in Padova (test per l'ammissione alla qualifica di consulente/collaboratore Fiscosport)
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QUESITO N. 413 del 18/12/2008 – utente fiscosport n.8949 – prov.di BERGAMO
Un' associazione sportiva dilettantistica che applica la legge 398/91 può assumere personale dipendente? In altre parole un'addetta al fitness e all'acquagym può essere assunta dall'associazione sportiva dilettantistica di nuoto che è regolarmente iscritta al registro del CONI, oppure dev'essere assunta da una società sportiva che segue quindi regolamentazioni fiscali ordinarie e non agevolate? In caso di assunzione a quali Enti Assicurativi si deve iscrivere? Grazie e cordialità. risposta a cura dell'Avv. Biancamaria Stivanello, Avvocato in Padova (test per l'ammissione alla qualifica di consulente/collaboratore Fiscosport)
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