Il quesito
Risposta di: Stefano ANDREANI

Per quanto riguarda il primo quesito, la legge non distingue, all'interno dell'attività commerciale svolta, fra attività connesse e non connesse allo scopo istituzionale.
Tale distinzione potrebbe rilevare (ma è caso decisamente estremo) nel caso in cui le attività non connesse allo scopo istituzionale fossero di tale rilevanza da far perdere la qualifica di associazione sportiva dilettantistica.
Pertanto, le percentuali del 50% per determinare l'IVA da versare (2/3 se si tratta di cessione di diritti radioteoevisivi), e del 3% per determinare il reddito imponibile ai fini delle imposte dirette, si applicano a tutti i ricavi commerciali.
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La questione della certificazione medica è invece più delicata e (leggermente) sfumata.
La richiesta del certificato è indispensabile per tutti i soggetti che svolgano attività "organizzate" da associazioni sportive dilettantistiche; la concessione dell'utilizzo dei campi da gioco è attività "organizzata"?
Sia per prudenza sia per coerenza (dato che di norma la medesima attività svolta nei confronti dei soci viene considerata attività sportiva organizzata dall'associazione, in modo che i relativi corrispettivi vengano considerati istituzionali) riteniamo debba essere data risposta positiva, e quindi il certificato debba senz'altro essere richiesto.
Per completezza è forse il caso di ricordare ancora una volta che non esiste nè una sanzione specifica nè un organismo deputato al controllo, ma in caso di danni alla salute degli atleti il gestore potrebbe incorrere in responsabilità civile e/penale (c'è più di una sentenza in questo senso) per le lesioni del diritto alla salute degli atleti che si sarebbero potute evitare con la visita medica preordinata al rilascio del certificato medico.
Assolutamente inutile, se non addirittura controproducente, la richiesta di autocertificazione:
– non esonera in alcun modo dalla responsabilità, dato che il concetto di fondo è che l'attitudine della persona fisica a svolgere un'attività sportiva non può essere valutata dalla persona fisica stessa, ma deve farlo necessariamente un medico, e nemmeno un medico generico: o il medico ovvero il pediatra di famiglia (che si suppone abbia una conoscenza approfondita dei propri pazienti) o un medico sportivo (che ha specifiche competenze)
– l'aver richiesto l'autocertificazione potrebbe addirittura essere interpretato come una sorta di parziale "autodenuncia": avevo ben presente il problema e ho cercato di risolverlo con uno stratagemma …