L’evoluzione delle conoscenze in materia di effetti derivanti dal COVID-19 sulla salute degli atleti, ha portato il Ministro della Salute, nella giornata del 18 gennaio, ad aggiornare la circolare emanata dal medesimo Ministero in data 13/01/2021 n. 1269 in materia di “idoneità all’attività sportiva agonistica in atleti non professionisti COVID- 19 positivi guariti e in atleti con sintomi suggestivi per COVID 19 in assenza di diagnosi da SARS- COV-2” (sul quale si veda Quale tutela sanitaria per gli sportivi a quasi due anni dall’inizio della pandemia?)
L’aggiornamento è stato predisposto sulla base del documento tecnico elaborato della Federazione Medico Sportiva Italiana, sentito il Comitato Tecnico Scientifico.
Le modifiche, tese a ridurre le visite mediche “non necessarie”, in un’ottica di semplificazione, muovono dalla considerazione che le recenti evidenze scientifiche sembrano essere tranquilizzanti in merito alle conseguenze lasciate dal COVID-19 negli atleti più giovani (under 40), senza fattori di rischio (diabete, colesterolo, ipercolesterolomia), il cui stato vaccinale possa essere ricondotto a una delle seguenti opzioni: aver ricevuto la dose booster, avere completato il ciclo vaccinale primario nei 120 giorni precedenti, essere guarito da infezione da SARS-CoV-2 nei 120 giorni precedenti.
La condivisione di simili evidenze “tranquillizzanti” ha indotto la FMSI a modificare il protocollo del return to play per gli atleti sopra citati.
In particolare, costoro (e solo costoro) potranno sottoporsi alla visita di idoneità sportiva medica finalizzata al “Return To Play” presso un medico specialista in Medicina dello Sport (preferibilmente lo stesso che ha concesso la precedente idoneità alla pratica della attività sportiva agonistica e preferibilmente presso la stessa struttura di Medicina dello Sport presso la quale sia stata effettuata la visita medico sportiva finalizzata al rilascio del detto certificato) decorsi sette giorni dalla negativizzazione.
La visita, comprensiva dei seguenti accertamenti: ECG basale, test da sforzo con monitoraggio elettrocardiografico continuo (anche con step-test) sino al raggiungimento almeno dell’85% della FC max, è più “snella” poiché non include più l’ecocardiogramma Color Doppler proprio in virtù delle predette considerazioni sugli effetti prodotti dal COVID sulla salute degli atleti.
È oltremodo evidente che il protocollo elaborato dalla FMSI per la ripresa dell’attività da parte degli atleti guariti dal COVID-19 è suscettibile di modifiche legate alle evidenze scientifiche sul decorso e conseguenze derivanti dalla patologia.
Sarà nostra cura informare i gentili lettori su eventuali prossime modifiche.