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Con la pubblicazione, il 7 giugno scorso, in Gazzetta Ufficiale del d.p.c.m. 23 aprile 2018, si è data attuazione all'agevolazione introdotta con la legge di bilancio 2017 e che si concretizza in un contributo alle imprese (sotto forma di credito di imposta) per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici. Vediamo di cosa si tratta. E soprattutto dove sono gli ostacoli pratici per la sua realizzazione.

 

Il "Bonus sport" è un contributo erogato sotto forma di credito d'imposta (pari al 50% della donazione effettuata) e riconosciuto a quelle imprese che nel corso del 2018 investono in impianti sportivi pubblici attraverso interventi di restauro o di ristrutturazione.

I soggetti aventi diritto sono dunque le imprese, sia quelle individuali che collettive, nonché le stabili organizzazioni in Italia di imprese non residenti.

Il contributo è riconosciuto:
- entro il limite del 3 per mille dei ricavi annui,
- nella misura pari al 50% dell'erogazione liberale in denaro,
- e fino a 40mila euro

Le erogazioni liberali devono essere eseguite nel corso del 2018 e devono essere
- finalizzate alla realizzazione di interventi di restauro, di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia di impianti sportivi pubblici, anche se in regime di concessione amministrativa
- effettuate mediante bonifico bancario, o bollettino postale, o carte di debito, carte di credito e prepagate, o infine assegni bancari e circolari.

L’importo stanziato è di 10 milioni di euro ed è stato suddiviso in due tranche di cinque milioni ciascuna che si "attivano"  attraverso due finestre temporali di 120 giorni, che si aprono rispettivamente il 1° aprile e il 20 agosto 2018.

Le imprese che intendono usufruire del bonus devono fare domanda all'Ufficio dello Sport istituito presso la Presidenza del Consiglio, e devono farlo entro 30 giorni dall'apertura delle finestre di cui sopra: si deve presumere che il termine quantomeno della prima finestra sarà modificato, visto che la pubblicazione del decreto è avvenuta il 7 giugno scorso...

Quanto poi alla domanda, questa va redatta su un modulo che dovrebbe essere reso disponibile sul sito dell’Ufficio di cui sopra: forse per nostra inettitudine o inesperienza a navigare su siti istituzionali, ma a oggi, data di pubblicazione della presente nota, non ne abbiamo trovato traccia... Se si riesce comunque a compilarla, andrà inviata via pec via pec, indicando nella stessa l’importo dell’erogazione e il futuro beneficiario. 

Nei giorni successivi dovrà essere pubblicato l’elenco degli ammessi, redatto in base al criterio temporale di ricevimento delle richieste, e sino a esaurimento delle risorse previste all'interno della "finestra".

Dopo la pubblicazione della graduatoria, le imprese possono erogare la somma al beneficiario indicato nell’istanza, in quale, a sua volta, ne dovrà dare comunicazione all’ufficio, indicando data e ammontare della donazione.

A questo punto l'Ufficio dovrà verificare la corrispondenza delle varie comunicazioni e procederà quindi alla pubblicazione dell’elenco dei soggetti a cui è riconosciuto il credito d’imposta.

Quest'ultimo, vale a dire il credito di imposta, è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante F24, in tre quote annuali di pari importo in ciascuno degli esercizi finanziari 2018, 2019 e 2020.




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