Il Decreto Legge n. 87 del 12 luglio 2018 è stato convertito in legge: confermato il testo dell'art. 13 che abroga le norme della legge di Bilancio in materia di collaborazioni sportive e quelle che introducevano la figura della società sportiva dilettantistica lucrativa.
Come comunicato con molto risalto dalla stampa nazionale, ieri 7 agosto, si è concluso l'iter di conversione in legge del c.d. Decreto Dignità, le cui norme – con modifiche – sono dunque definitivamente in vigore dal 14 luglio scorso.
Le Camere non hanno apportato alcuna modifica all'art. 13, e si conferma così la cancellazione della società sportiva dilettantistica lucrativa e della nuova qualificazione dei contratti sportivi di collaborazione coordinata e continuativa.
Quando ancora questi due pesanti interventi erano solo "rumors", Fiscosport pubblicò un articolo dove si chiarivano le conseguenze che ne sarebbero derivate, e l'auspicio di non lasciare il mondo sportivo nell'incertezza.
A quel contributo oggi rinviamo perché quanto lì scritto è più che mai attuale, comprese le speranze…
Come è noto la riforma dello sport ha profondamente modificato il regime fiscale dei premi sportivi: riportandoli nell’alveo della disciplina comune di cui all’art. 30 d.p.r. 600/73, dal 1° luglio 2023 le somme erogate in relazione a un risultato sportivo ottenuto non costituiscono più redditi da lavoro, non sono soggetti a contribuzione e non concorrono alla formazione del reddito: fiscalmente scontano solo una ritenuta alla fonte, a rivalsa facoltativa, del 20%. Questo per tutti, ma non per le atlete e gli atleti vincitori di medaglie nelle gare olimpiche Milano-Cortina 2026