Il quesito
Risposta di: Barbara AGOSTINIS

Nonostante la formulazione del quesito si presenti poco chiara, si evince che i dubbi posti dal lettore concernono (ancora una volta) la distinzione fra la figura del tesserato e del socio, nonchè le diverse caratteristiche di ciascuno status.
Il tesseramento costituisce una procedura finalizzata a fare entrare un soggetto nel mondo sportivo, con tutti i diritti e doveri che ne conseguono.
In particolare, attraverso tale procedura si crea un rapporto trilaterale – tesseramento indiretto – tra il tesserando, l'associazione di appartenenza e l'organismo di riferimento (FSN; DSA; EPS), la cui durata è perlopiù annuale (in alcuni casi rinnovabile automaticamente per un periodo più lungo, salvo il diritto di scioglimento). Il tesseramento è subordinato (oltre che al possesso di un certificato medico in corso di validità per lo svolgimento dell'attività sportiva prescelta – agonistica o non agonistica) anche al pagamento di una tassa annuale determinata dall'ente di riferimento.
A differenza del tesserato, l'associato è colui il quale vuole entrare a fare parte del sodalizio sportivo perchè ne condivide gli scopi e le finalità, ma non è necessariamente intenzionato a praticare attività sportiva (si pensi ai genitori di atleti minorenni). L'aspirante socio deve presentare domanda di ammissione, secondo le modalità indicate nello statuto; in quest'ultimo documento, infatti, è regolato lo status di socio, con i relativi diritti e doveri, nonchè l'iter da seguire per perfezionare "l'entrata e l'uscita" dall'associazione.
E' opportuno ricordare che il vincolo associativo – diversamente dal tesseramento – è a tempo indeterminato, salvo il diritto di recesso.
Seppure anche il socio sia tenuto al versamento di un corrispettivo, è necessario distinguere tale somma (quota associativa) da quella versata in occasione del tesseramento. L'una è corrisposta per potere partecipare alla vita associativa; l'altra per praticare attività sportiva e vedersi riconosciuti i risultati ottenuti. E' evidente che ciascuna somma ha una diversa natura e funzione, indipendentemente dal nome attributo dal sodalizio al momento dell'emissione della ricevuta. Al riguardo, sembra invero doveroso ricordare l'opportunità – per una corretta gestione degli aspetti fiscali – che l'ente rilasci una quietanza in cui è indicata la causale esatta del corrispettivo versato.
Alla luce di simili – invero sintetiche – considerazioni, dovrebbe essere chiaro che la differenza fra lo status di socio e di tesserato non consente di sovrapporre tali figure, nè di ammettere all'associazione l'aspirante socio e tesserarlo con la medesima procedura.
Le procedure – rispettivamente di tesseramento e di ammissione a socio – devono invero essere mantenute distinte anche con riguardo agli organismi (soprattutto Federazioni) che impongono di tesserare tutti soci.