
Il tema del rapporto tra socio e tesserato è da sempre oggetto di risposte a quesiti, articoli e approfondimenti, nei quali si sottolineano le profonde differenze tra le due figure. Di seguito vediamo perché, malgrado la correttezza di questa premessa, non sia sempre agevole tenere separate la qualifica di socio da quella di tesserato
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Buon giorno, approfitto anzitutto per ringraziare per il preziosissimo supporto offerto.
In merito a quanto in oggetto, come riterreste opportuno procedere per le SSD a RL che non siano in regime 398 e che devono accantonare le imposte (e versarle e fine anno)? Ad esempio: i compensi da co.co.co sportiva sono deducibili nei limiti di € 85.000 annui; in caso di periodo d'imposta infrannuale come comportarsi?
Inoltre: in merito al trattamento dei costi a carico della società, sostenuti a favore di atleti o allenatori contrattualizzati come co.co.co sportivi (quindi dall'1.7.23 lavoratori!): si fa l'esempio di locazioni di appartamenti, utenze di questi ultimi, ristoranti e alberghi per le trasferte di atleti, etc: come riterreste opportuno comportarsi? Una precisazione: si dà per scontata l'applicazione, in primis, del "prorata" su tutti i costi, in base alla percentuale di ricavi commerciali in rapporto alle entrate globali.
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