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Articoli 15/2008 - QUINDICINALE del 25 settembre 2008
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Approfondimenti :: Approfondimenti
SRL SPORTIVA DILETTANTISTICA - LA “DECOMMERCIALIZZAZIONE” DEI PROVENTI PROVENIENTE DA SOCI NON PERSONE FISICHE a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri, Consulente Provinciale Fiscosport Siena
 
I PRINCIPALI CONTRATTI DELLO SPORT: LA SPONSORIZZAZIONE a cura dell'Avv. Katia Scarpa, Consulente Provinciale Fiscosport Milano
 
 
Lavoro e previdenza :: Lavoro
IL LIBRO UNICO SUL LAVORO: UN PRIMO PASSO IMPORTANTE VERSO LE SEMPLIFICAZIONI a cura del Rag. Maurizio Falcioni, Consulente Provinciale Fiscosport Rimini
 
 
5 per mille :: cinque per mille
COME CONTABILIZZARE IL 5 PER MILLE, RESTI COMPRESI, a cura dela Rag. Gianpaolo Concari, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Soragna (PR)
 
Sommario Sommario
3m_approfondimenti SRL SPORTIVA DILETTANTISTICA - LA “DECOMMERCIALIZZAZIONE” DEI PROVENTI PROVENIENTE DA SOCI NON PERSONE FISICHE a cura della Dott.ssa Patrizia Sideri, Consulente Provinciale Fiscosport Siena
Patrizia SIDERI
Caso di studio Una società sportiva dilettantistica può essere costituita sia da soci persone fisiche, che da enti non commerciali, che da società di capitali: la norma istitutiva – art. 90, L. 289/2002 – non pone infatti limitazioni in tal senso. Si pensi, ad esempio, ad un impianto sportivo, la cui gestione sia affidata ad una società sportiva dilettantistica il cui capitale sia detenuto da diverse associazioni sportive dilettantistiche che praticano sport nell’impianto medesimo. Naturalmente, la società sportiva dilettantistica dovrà svolgere direttamente attività sportiva dilettantistica, in quanto requisito essenziale richiesto dalla normativa fiscale. I proventi della società sportiva dilettantistica potranno essere pertanto costituiti, fra gli altri, da: a) corrispettivi derivanti da persone fisiche non socie per la frequenza dei corsi di avviamento allo sport e tesserati alla Federazione (oppure ente di promozione sportiva - EPS) di riferimento (“tesserati dalle rispettive organizzazioni nazionali”, art. 148, comma 3, TUIR); b) corrispettivi derivanti da associazioni/ società sportive dilettantistiche non socie aderenti alla medesima Federazione/Enti di Promozione Sportiva per l’utilizzo dell’impianto sportivo (“altre associazioni che svolgono la medesima attività e che per legge, regolamento, atto costitutivo o statuto fanno parte di un’unica organizzazione locale o nazionale”, art. 148, comma 3, TUIR); c) corrispettivi provenienti da soci, ovvero dalle associazioni/società sportive dilettantistiche che fruiscono dell’impianto sportivo, anche se non aderenti alla medesima Federazione/EPS (“associati o partecipanti (o soci – n.d.r.) ”, art. 148, comma 3, TUIR). Tutti i corrispettivi sopra individuati, ai sensi del citato art. 148, comma 3, del TUIR; potranno essere considerati “decommercializzati”, con le seguenti conseguenze fiscali: - il corrispettivo rappresenterà provento non commerciale; - il corrispettivo non dovrà essere fatturato: non verrà pertanto assoggettato né ad IVA, né a tassazione diretta (IRES/IRAP); - il corrispettivo non concorrerà a formare il tetto di € 250.000,00 ai fini dell’applicazione del regime forfetario previsto dalla L. 398/1981.
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3m_approfondimenti I PRINCIPALI CONTRATTI DELLO SPORT: LA SPONSORIZZAZIONE a cura dell'Avv. Katia Scarpa, Consulente Provinciale Fiscosport Milano
Katia SCARPA
Nell’ambito dell’ampio genus dei negozi giuridici della “pubblicità” si inserisce il contratto di sponsorizzazione, che è frequentemente usato per diffondere un prodotto (o un brand ) in concomitanza con la promozione di un evento sportivo. Si pensi ai numerosi casi in cui una società sportiva si impegna, dietro corrispettivo, ad apporre il nome dell'impresa o il marchio di un prodotto sull'abbigliamento degli atleti, dei tecnici o sui veicoli di gara, consentendo nello stesso tempo allo sponsor l'utilizzo delle immagini in cui appare il marchio a fini pubblicitari ovvero alle frequenti ipotesi (diffuse soprattutto nel basket, volley, ciclismo e atletica) in cui un team sportivo assume il nome dello sponsor o integra il suo nome con quello dello sponsor. In considerazione del moltiplicarsi dei fenomeni di sponsorizzazione anche nell’ambito dello sport dilettantistico, sembra opportuno soffermare l’attenzione sui caratteri peculiari che contraddistinguono il contratto di sponsorizzazione ed in particolare sui reciproci diritti ed obblighi delle parti.
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15m_lavoro-e-previdenza IL LIBRO UNICO SUL LAVORO: UN PRIMO PASSO IMPORTANTE VERSO LE SEMPLIFICAZIONI a cura del Rag. Maurizio Falcioni, Consulente Provinciale Fiscosport Rimini
Maurizio FALCIONI
Negli ultimi mesi la materia del "lavoro" è stata oggetto di importanti interventi normativi sui quali giova soffermare l’attenzione: anzitutto la L. 06/08/08 n.133 di conversione del D.L. 25/06/08 n.112, in G.U. n.195 del 21/08/08; a seguire il DM 09/07/08, pubblicato sulla G.U. n.192 del 18/08/08; infine la circolare del Ministero del Lavoro n.20 del 21/08/08 Vede così la luce, con l’art.39 del predetto DL 112/08, il Libro Unico sul Lavoro
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1m_5-per-mille COME CONTABILIZZARE IL 5 PER MILLE, RESTI COMPRESI, a cura dela Rag. Gianpaolo Concari, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Soragna (PR)
Redazione Fiscosport
Criterio di cassa o di competenza economica? La quota dei resti si può considerare provento a titolo definitivo? Come rendicontare all Agenzia delle Entrate l impiego dei fondi ricevuti? Le prime assegnazioni dei fondi 5 per mille sono state finalmente messe in pagamento per la gioia di parecchi tesorieri: per molti enti si è trattato di autentiche boccate di ossigeno. Forse però non si è prestata la dovuta attenzione al momento in cui i fondi si devono ritenere un “provento” per l’ente. La domanda perciò è: occorre applicare il criterio di cassa o quello di competenza economica? In altri termini, ci si deve preoccupare di contabilizzare il contributo quando lo si incassa oppure deve essere individuato un momento diverso? e in quest’ultimo caso, qual è il “momento diverso”? Si badi che il problema non riguarda il sistema di rendicontazione adottato dall’ente: non si deve cioè scegliere il criterio di cassa o di competenza economica in base ad una rendicontazione finanziaria o economica. Anche in un sistema di rendicontazione finanziaria esistono momenti di contabilizzazione di entrate o uscite finanziarie che non hanno ancora avuto la loro manifestazione numeraria (cioè un passaggio di denaro) ma comunque riguardano un esercizio finanziario piuttosto che un altro. Si tratta dei residui e attivi o passivi a rettifica delle entrate accertate o degli impegni di spesa e che comunque devono essere rilevati in fase di chiusura del bilancio perché solo in questo modo si può ottenere una rappresentazione veritiera e corretta della situazione finanziaria dell’ente.
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