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Newsletter edizione : 23/2009
23/2009 - QUINDICINALE del 17 dicembre 2009

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Il 28 dicembre 2009 (essendo festivo il 27/12) è l’ultimo giorno previsto per effettuare il versamento per via telematica dell’ acconto Iva 2009, ove dovuto. La base di riferimento per effettuare il calcolo sarà rappresentata   dall’ultimo periodo di liquidazione del 2008, quindi il mese di dicembre per le società ed associazioni sportive che esercitano un’attività commerciale e che liquidano Iva   con periodicità mensile, ed i mesi da ottobre a dicembre, per le società ed associazioni sportive che liquidano l’Iva trimestralmente. L’obbligo in rassegna trova la sua originaria disciplina nell’art. 6 della legge n. 405 del 1990 e successive modificazioni. Il versamento dovrà essere effettuato, al verificarsi di certe condizioni, dalle società ed associazioni sportive dilettantistiche che determinano l’Iva analiticamente. Invece il versamento non interessa le associazioni e le società senza scopo di lucro che si sono avvalse del regime forfetario previsto dalla legge n. 398/1991. Il calcolo della somme dovute potrà essere effettuata utilizzando, a scelta della società o associazione, tre diversi metodi in considerazione della base utilizzata per effettuare il calcolo. Si tratta dei metodi storico, previsionale ed analitico.

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Per inviare il modello Eas c’è tempo fino a fine anno. L’Agenzia delle Entrate, in considerazione dell’ampia platea di soggetti interessati all’adempimento, in larga parte composta da piccole associazioni, ha deciso di concedere quindici giorni in più ( fino al 31 dicembre 2009 ) per la compilazione e trasmissione telematica del modello, accogliendo la richiesta avanzata dal Forum del Terzo settore. L’Amministrazione ricorda che tutti i suoi uffici locali sono a disposizione per offrire assistenza nella compilazione e per l’invio. Roma, 16 dicembre 2009

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La Commissione aziende non profit del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ha pubblicato da qualche anno la raccomandazione n. 5 riguardante “I sistemi e le procedure di controllo nelle aziende non profit”. Tale documento assume ancora oggi un particolare interesse vista l’importanza che ricopre l’attività di revisione e certificazione degli enti non profit e, quindi, delle associazioni sportive dilettantistiche. Viene sintetizzato di seguito il contenuto della raccomandazione sopra citata. Alla luce delle caratteristiche gestionali delle aziende non profit risultano di crescente rilievo le problematiche relative alle modalità di sviluppo dei sistemi verifica, valutazione e controllo di prassi, grado di perseguimento dei fini istituzionali e coerenza con i riferimenti e le normative civilistiche. La raccomandazione riguarda i sistemi e le procedure di controllo dell’azione e delle attività delle aziende non profit, comprese le associazioni sportive dilettantistiche. Si tratta di un documento che fornisce indicazioni che consentono un più efficace, trasparente e affidabile sviluppo delle azioni di controllo da parte degli organi a vario titolo deputati al controllo negli enti sportivi dilettantistici. Lo scopo della raccomandazione è definire le forme di controllo esterno mediante le quali le associazioni sportive dilettantistiche realizzano azioni di verifica della regolarità della gestione mediante soggetti indipendenti, non legati da interessi di alcun tipo all’azienda stessa (né di legame di parentela o di interesse con i membri dell’organo direttivo, né di lavoro, né di consulenza ecc.). Il soggetto indipendente deve essere dotato dei richiesti requisiti di competenza tecnico-professionale. Tale forma di controllo è particolarmente importante nelle associazioni sportive dilettantistiche per diverse ragioni. La prima consiste nel fatto che

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Cambiano dal 2010 le regole sulla territorialità dell’I.V.A. anche per gli enti non commerciali. Esteso il “reverse charge” e l’uso dei modelli intrastat. E’ destinato a cambiare profondamente uno dei principi cardine dell’I.V.A., la territorialità dell’imposta, in altre parole il luogo in cui essa si applica. Più precisamente il cambiamento riguarderà i criteri di applicazione dell’imposta ai servizi e, conseguentemente, gli adempimenti fiscali connessi. Tutto questo per recepire le direttive comunitarie 8/2008/Ce, 9/2008/Ce e 117/2008/Ce varate allo scopo di tassare i servizi nel luogo di fruizione e di fronteggiare le frodi fiscali alquanto frequenti nelle operazioni intracomunitarie. Perciò i criteri che erano alla base dell’art. 7 del d.P.R. 633/72 saranno modificati e questo comporterà un ampliamento dell’uso dell’inversione contabile (o reverse charge ) che prevede l’emissione da parte dell’utilizzatore italiano di un’autofattura con conseguente liquidazione dell’imposta. Sino al 31/12/2009 (salvo proroghe dell’ultimo minuto), la territorialità dell’I.V.A. per i servizi funziona così:

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Buongiorno, sono la consulente fiscale di un ente di promozione sociale che spesso collabora con associazioni sportive dilettantistiche per seguire, tramite esperti nutrizionisti, la preparazione dei vari atleti. L'ente attualmente non ha la partita IVA ma si troverà a ricevere un'autovettura da un concessionario d'auto in cambio dell'abbinamento del suo marchio all'attività di tale ente (il marchio sarà posto sulle portiere dell'auto) . Io penso che per tale operazione sia necessaria l'apertura della partita IVA in quanto non è configurabile come evento occasionale anzi questa sponsorizzazione avrà una durata nel tempo e per più di un esercizio. Vi ringrazio per la collaborazione. risposta a cura del Dott. Francesco Sisani, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Firenze

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oggetto : art. 28, commi 1 e 2, del decreto legge 1° ottobre 2007, n. 159, convertito con modificazioni nella legge 29 novembre 2007, n. 222. Soppressione della Cassa di previdenza per l’assicurazione degli sportivi (SPORTASS). Applicazione interessi di mora nei casi di ritardato pagamento dei contributi.

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