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Un'Associazione sta esaminando l'opportunità di attivare un corso denominato "Palestra della mente" il cui programma prevede "attività di gruppo per l'allenamento delle funzioni cognitive base (memoria, attenzione, immaginazione, ragionamento) anche associando movimenti a colori, musica e profumi". Si chiede di verificare se tale attività debba essere considerata come attività commerciale e se per svolgere tale attività siano richieste professionalità particolari e/o specifiche

 

Preliminarmente, osserviamo che il quesito non precisa quale sia l'attività statutariamente svolta dall'associazione (culturale, sportiva, promozione sociale, ecc.), riferendo esclusivamente l'attivazione di un "corso".

Ove si fosse in presenza di una associazione sportiva dilettantistica, ricordiamo che è operativo dallo scorso gennaio (con aggiornamenti dei mesi successivi, l’ultimo dei quali il 10 maggio scorso) l’elenco delle discipline sportive ammissibili ai fini dell’iscrizione al Registro tenuto dal CONI (ex art. 7 c. 1 D.L. 28/05/2004 n. 136 “unico organismo certificatore della effettiva attività sportiva svolta dalle società e dalle associazioni dilettantistiche”).

Poichè la “palestra della mente” non è uno sport o una disciplina sportiva riconosciuta, qualora l’Associazione intendesse proporla occorrono talune considerazioni preliminari, in particolare:

- l’attività in quesitone non rientra nel novero di quelle regolamentate e/o protette da albi/ordini professionali, motivo per il quale non sono da ritenere indispensabili ai fini della divulgazione titoli professionali o di insegnamento specifici;
- non rientrando l’attività in questione nel novero di quelle “sportive” che possono rappresentare la finalità istituzionale di un Ente iscritto al CONI, i relativi corrispettivi specifici incassati da questa attività dovranno necessariamente essere considerati commerciali, l’Ente dovrà essere in titolare di partita IVA, versare sui proventi commerciali incassati IVA e imposte alle scadenze e secondo le aliquote previste dal regime fiscale di riferimento, aggiornare periodicamente il Registro IVA minori e predisporre le relative dichiarazioni fiscali;
- l’istruttore incaricato della promozione/divulgazione della citata attività, non essendo sportiva, qualora non lo facesse con mero spirito solidaristico e quindi a titolo puramente volontario, non potrà  percepire rimborsi forfetari/compensi rientranti tra i redditi diversi esenti fino a 10.000 euro anno (ex art. 69 c. 2 T.U.I.R., 917/1986, come modificato dall’art. 1 c. 367 lett. b) della L. 205 del 27.12.2017), in quanto l’attività proposta non risulta svolta “nell'esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche” (art. 67 lett. m) T.U.I.R.).

Ove si fosse in presenza di una associazione culturale, si renderebbe applicabile la de-commercializzazione dei corrispettivi incassati dai soci (sia ai fini delle imposte dirette, ex art. 148, c. 3, T.U.I.R., sia ai fini IVA, ex art. 4, c. 4, d.p.r. 633/1972),  in presenza - formale e sostanziale - dei requisiti qualificanti ex art. 148, c. 8, T.U.I.R., dello statuto registrato e della trasmissione del modello EAS. Si evidenzia l'importanza del rispetto sostanziale delle clausole sulla democraticità e sull'effettività del rapporto associativo.

Quanto illustrato sopra vale almeno fino a quando entrerà in vigore la riforma del Terzo Settore, a partire dalla quale il sodalizio perderà la fruizione dell’art. 148, ma potrà iscriversi al RUNTS e beneficiare, se rientra nei limiti quantitativi, del regime forfettario ex art. 89 del nuovo Codice.


 


L'articolo è stato ispirato da...

utente Fiscosport n° 21285 - prov. di Perugia (PG) 22 May 2018 
Attività "Palestra della mente"

La nostra Associazione sta esaminando la opportunità di attivare un corso denominato "Palestra della mente" il cui programma prevede "attività di gruppo per l'allenamento delle funzioni cognitive base (memoria, attenzione, immaginazione, ragionamento) anche associando movimenti a colori, musica e profumi". Vi chiediamo di verificare - se tale attività può dover essere considerata come attività commerciale - se per svolgere tale attività sono richieste professionalità particolari e/o specifiche


 


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