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Professionisti esperti in materie fiscali sportive

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14m_la-redazione
... e pertanto l'invio quindicinale delle nostre newsletter, come di consueto, è sospeso fino a metà settembre. A tutti Voi i nostri migliori auguri di buon riposo e buone vacanze!

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3m_approfondimenti
L’anno fisco-sportivo appena concluso (stagione sportiva 2018/19) è stato un anno denso di novità. Alcune molto pubblicizzate e dibattute, altre passate un po’ più in sordina, alcune, infine, in fase di implementazione. In questo contributo, si cercherà di offrire un quadro sia informativo che interpretativo, e il più possibile sistematico, di ciò che ci aspetta alla ripresa delle attività, anticipando sin d’ora che, lungi dall’offrire una soluzione univoca ai tanti e consolidati dubbi che affliggono la fiscalità dello sport, le varie disposizioni che andremo ad illustrare, sembrano procedere con modalità “random”, a seconda di chi ne sia l’estensore, creando, se possibile, ancora maggiori dubbi ed incertezze operative.

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3m_approfondimenti
Gli adempimenti sempre più impegnativi a carico delle a.s.d. e i rilevanti vantaggi del regime forfetario stanno portando alla chiusura di molte a.s.d. non votate all’agonismo, e all’apertura di posizioni IVA da parte degli istruttori. E la cosa non ci dispiace.

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19m_le-risposte-ai-quesiti
Una a.s.d., che pratica sport nautici ed è dotata di un piccolo stabilimento balneare presso la sede, chiede quale comportamento si possa adottare per rendere fruibili i servizi ai familiari e ospiti dell'associato/tesserato (cioè di colui che pratica l'attività sportiva di riferimento) senza incorrere in sanzioni. Si fa presente che lo stabilimento è gestito direttamente dalla a.s.d. in regime di legge 398/91 e che i corrispettivi derivanti da tale servizio vengono posti a tassazione secondo le previsione della predetta legge.

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19m_le-risposte-ai-quesiti
Presso le sezioni del tiro a segno nazionale ( a.s.d.) vi sono i soci volontari e gli iscritti d'obbligo (guardie giurate, polizia locale e richiedenti un qualsiasi permesso di porto d'arma). Ai soci sportivi risulta non applicabile l'iva sulle munizioni. Diversamente agli iscritti d'obbligo risulta applicabile l'iva esclusivamente sulle cartucce (o munizioni) cedute per l'attività istituzione (corsi e addestramenti di tiro). La stessa iva non va applicata, per gli obbligati, su quote di iscrizione, corsi di tiro e addestramenti o esercitazioni in quanto attività puramente istituzionale. È esatta questa interpretazione? Come comportarsi secondo la normativa vigente?

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19m_le-risposte-ai-quesiti
Una SSD a responsabilità limitata ha posto in essere tutti gli adempimenti civilistici e fiscali richiesti dalla normativa di riferimento per l'accesso al regime di cui alla Legge 398/1991 e gestisce un Centro sportivo (sala pesi, sala fitness, campi paddle) per il tramite di un contratto di locazione sottoscritto con una SRL (ordinaria) proprietaria del complesso immobiliare. Gli iscritti della SSD sottoscrivono un contratto (che può avere durata mensile, semestrale o annuale) pagando una quota/corrispettivo (variabile al variare della durata del contratto), che dà diritto di accedere a tutte le attività sportive e all'area benessere (piscina con idromassaggio, sauna, bagno turco). Per l'accesso all'area benessere non è richiesto uno corrispettivo "specifico". Alla sottoscrizione del contratto la SSD provvede, di norma, al tesseramento del nuovo iscritto sul portale dell'ACSI cui la SSD è affiliata. All'interno del Centro sportivo c'è un bar. Si chiede: 1) al fine di considerare non commerciali (no IVA, no imposte sui redditi, no plafond 398/1991), quanto incassato dalla SSD a titolo di "abbonamento" è sufficiente la sottoscrizione del contratto con l'utente o è necessario anche il successivo tesseramento del neo iscritto presso l'ACSI (attribuzione numero tessera ente di promozione tramite portale internet)? 2) Qualora fosse necessario anche il tesseramento ACSI è previsto un termine entro cui procedere all'adempimento? Qualora il termine fosse scaduto sulle somme incassate dai "non tesserati ACSI" a titolo di "abbonamento" si dovrebbe pagare l'IVA (22%) con detrazione forfettaria al 50% e imposte sui redditi (base 3% dell'imponibile)? 3) È corretto ritenere che l'interpretazione di commercialità fornita dalla Circolare ADE 18/2018 circa l'uso del Thermarium non ha riflessi, nel caso di specie, in quanto incluso nell'abbonamento pagato per l'attività sportiva (non è richiesto un corrispettivo specifico supplementare rispetto all'abbonamento connesso all'attività sportiva)? 4) Dato per acquisito il carattere commerciale dei corrispettivi del bar, per essi trovano applicazione le modalità di calcolo IVA della 398/1991 o le regole ordinarie? Per i corrispettivi del bar è obbligatorio/preferibile avere il registratore di cassa?

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19m_le-risposte-ai-quesiti
Una a.s.d. iscritta al CONI e affiliata FIGC, in regime di 398/91 pone un quesito riguardante il trasferimento temporaneo (per la stagione sportiva in corso) di alcuni atleti dalla a.s.d. ad altra associazione di pari categoria (3.a). Premesso che si tratta di ragazzi provenienti dal settore giovanile dell'a.s.d. e tesserati con medesima già da 2/3 anni con vincolo pluriennale, si chiede se sia possibile prevedere un'onerosità, seppur minima, per questi trasferimenti temporanei, e - se sì - come vada gestita fiscalmente la cessione: come premio di addestramento e formazione e quindi, nei limiti previsti dalla Federazione, come non rientrante tra le attività commerciali oppure come attività fiscalmente imponibile sia ai fini IVA che ai fini delle imposte sui redditi?

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30m_scadenzario
Di seguito gli adempimenti più importanti con scadenza entro il 31 luglio 2019. Altre scadenze sul sito dell'Agenzia delle Entrate: in particolare per le associazioni senza Partita IVA (categoria G) e per le associazioni con Partita IVA (categoria E)

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3m_approfondimenti
Quali sono le competenze del Personal Trainer? E a quale normativa fare riferimento? A questi e ad altri dubbi in materia risponde l'intervento che segue, che, traendo spunto dall’analisi delle principali normative regionali, mira ad approfondire le competenze degli operatori del fitness, senza trascurare le qualifiche richieste e i limiti entro cui possono operare tali figure.

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10m_giurisprudenza
La sentenza che si annota - Corte d’Appello di Venezia, sezione lavoro, 13 giugno 2019 n. 152 - ha riconosciuto pienamente legittimi i compensi erogati da una a.s.d. a istruttori e addetti alla segreteria, in presenza del riconoscimento sportivo e dello svolgimento di attività sportiva dilettantistica o amministrativa gestionale, e conseguentemente ha respinto le pretese contributive di Inps (gestione ex Enpals) e Inail dirette ad escludere il regime dei redditi diversi sul presupposto del carattere professionale e continuativo delle prestazioni rese dai collaboratori.

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11m_guide-e-vademecum
La richiesta di delucidazioni relativamente alle informazioni obbligatorie e facoltative da inserire nel Registro Coni per poter avere il riconoscimento come a.s.d. offre lo spunto per ricordare natura e funzione del Registro 2.0 e di esporre in sintesi gli adempimenti a cui sono tenuti i sodalizi sportivi.

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19m_le-risposte-ai-quesiti
Una a.s.d. ha ricevuto la richiesta di emettere fattura elettronica riferita all’iscrizione annuale all'attività (esclusivamente rivolta alla fascia di età 7-16 anni per l’avviamento al ciclismo). La richiesta è avanzata da un genitore nella cui azienda il contratto integrativo ha previsto l’erogazione di un buono Welfare 2.0 a favore dei propri dipendenti e loro familiari e la società terza incaricata di svolgere il servizio di erogazione lo adempie solo a fronte della presentazione della fattura. Si chiede se, qualora venga emessa fattura, questa sia o non sia esente da IVA.

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19m_le-risposte-ai-quesiti
Due s.s.d. di motociclismo affiliate all'ASI (per semplicità le chiameremo A e B) firmano un accordo di collaborazione sportiva per partecipare al campionato italiano di velocità circuito della Federazione Motociclistica Italiana. Si specifica che entrambe le s.s.d. non sono affiliate alla FMI ma da questa hanno solo la licenza per gareggiare. Il contratto prevede che la società A metta a disposizione un proprio pilota (in quanto ritenuto il più bravo fra quelli dei due team) facendolo gareggiare per la s.s.d. B accollandosi parte delle spese che andranno ad affrontare, tra cui l'iscrizione, e che la società B metta a disposizione moto, tecnici e si accolli l'altra parte dei costi. La società A reperirà risorse finanziarie con la pubblicità che esporrà sulla tuta del pilota oltre che sul proprio sito. Le domande sono: - la società A può essere considerata no profit per il fatto che come entrate avrà unicamente la pubblicità senza gareggiare in maniera diretta o meglio attraverso la collaborazione con la ssd B? (tale possibilità è prevista dallo statuto che recita "sostenere, sia sul piano economico che organizzativo, altre società e/o associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività sportiva nell'ambito dei programmi delle federazioni sportive nazionali e degli enti di promozione sportiva."); - quali problemi fiscali ci possono essere?

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