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10m_giurisprudenza
Dalla Commissione Tributaria Provinciale di Milano giunge una preziosa sentenza (la n. 9408/42/16 del 13 dicembre 2016) che, allineandosi alle precedenti interpretazioni giurisprudenziali relative alla qualificazione dei proventi derivanti dal mantenimento dei cavalli nei circoli ippici, ha il pregio di avvalorare i comportamenti adottati nel tempo dagli operatori del settore equestre.

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10m_giurisprudenza
La sentenza C.T.R. Ancona n. 839/06/16 del 16/11/2016 stabilisce due importanti principi: - l'art. 90, comma 8, L. 289/2002 prevede una presunzione ex lege circa la natura pubblicitaria delle spese di sponsorizzazione erogate in favore di A.S.D. - in caso di contestazione di emissione di fatture per operazioni inesistenti / sovrafatturazione da parte di A.S.D., l’onere della prova ricade sull’Agenzia delle Entrate

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22m_normativa
Della ulteriore proroga della data di entrata in vigore dei defibrillatori, rinviata al 1 gennaio 2017, diamo notizia in altra sezione della presente Newsletter: in questo contributo analizziamo invece, nello specifico, la normativa regionale di settore di una delle poche regioni che hanno deliberato in merito, la Regione Toscana.

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10m_giurisprudenza
Una recente sentenza della C.T.P. di Parma riconosce l'applicazione retroattiva dell'art. 19, d.lgs n. 158 del 2015 ed esclude, nel caso esaminato, la decadenza dalle agevolazioni ex l. 398 a seguito di pagamenti non tracciabili "oltre soglia". Una decisione chiara, coerente, che va salutata con favore.

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10m_giurisprudenza
Come abbiamo salutato con grande favore molte sentenze che finalmente individuano principi condivisibili e li seguono con coerenza, questa volta ci troviamo a commentare criticamente quattro pronunce: tre di queste sostengono principi che non ci trovano d’accordo (Cass., ord. n. 1020/2016; Cass., sent. n. 8853/2016; C.T.R. Milano n. 1401/67/16), e una è purtroppo indice di come la correttezza che pretendiamo dall’Ufficio non sempre sia rispettata anche da parte delle a.s.d. (C.T.P. Pesaro, sent. 174/2016).

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10m_giurisprudenza
Una recente sentenza di Cassazione si pronuncia sulla questione del favor rei, in un caso lontano dal mondo sportivo, escludendone l’applicazione. L’abbiamo esaminata attentamente, per comprendere se il ragionamento che essa svolge fosse o meno valido anche per la questione della perdita o meno dei benefici della Legge 398 in caso di incassi e pagamenti sopra soglia. E la conclusione non ci è piaciuta.

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10m_giurisprudenza
La scarsa partecipazione alle assemblee, la scarsa o insufficiente conoscenza degli statuti, la modalità di esercizio della pratica sportiva svolta anche a fronte di pagamenti per utilizzo di strumenti o per percorsi personalizzati, non sono elementi idonei ad inficiare la natura associativa di un’A.S.D. regolarmente costituita e riconosciuta a fini sportivi; ne consegue che l’Agenzia delle Entrate non può fondare la pretesa natura commerciale dell’ente su tali presupposti e negare applicazione dell’art. 148 TUIR. In ogni caso l’eventuale svolgimento di attività commerciale da parte dell’ente associativo sportivo dilettantistico non potrebbe comportare la perdita della qualifica di ente non commerciale stante il disposto dell’art. 149 TUIR .

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10m_giurisprudenza
Una serie di quesiti pervenuti dai nostri lettori offre lo spunto per ripercorrere i requisiti fondanti dell’esenzione ICI (prima) e IMU (dopo), alla luce di una recente sentenza emessa dalla C.T.R. Liguria, n. 894/1/2015.

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10m_giurisprudenza
Sulla premessa che il fitness è un’attività sportiva a tutti gli effetti - in quanto riconosciuta dal CONI, unico ente certificatore - e considerato che la scarsa partecipazione alle assemblee e la pratica di tariffe differenziate non consentono di riqualificare l’attività istituzionale in commerciale, la C.T.R. Veneto, sez. XXIV con sentenza n. 1708 depositata l'11/11/2015, annulla gli avvisi di accertamento emessi a carico di un’associazione sportiva dilettantistica operante nel settore del fitness, in riforma della sentenza di primo grado che invece aveva ritenute legittime le valutazioni dell’agenzia delle entrate.

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22m_normativa
Dopo un valzer di provvedimenti, l'ultimo dei quali fissava la decorrenza dell'obbligo al 1 ottobre 2015, la Regione Toscana modifica nuovamente la decorrenza dell'obbligo di dotazione dei defibrillatori spostandola al 1 luglio 2016.

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4476m
La Suprema Corte, con la sentenza n. 10914 del 27 maggio 2015 ha accolto la tesi secondo la quale non è sufficiente che l’azienda affermi di aver sostenuto i relativi costi al fine di incrementare le vendite o acquisire nuova clientela, ma deve fornire prova in merito all’inerenza dello strumento promozionale, sia sotto il profilo territoriale che della tipologia di clientela interessata.

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10m_giurisprudenza
La verifica dell’effettiva democraticità, presupposto indispensabile per poter fruire delle agevolazioni, non può avvenire solo sulla base di “indizi o circostanze”, ma deve essere effettuata in modo adeguatamente approfondito.

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22m_normativa
Con la Legge Regionale 11 maggio 2015 n. 8, pubblicata sul Bur n. 48 del 15 maggio scorso, il Consiglio Regionale del Veneto ha adottato nuove disposizioni in materia di attività motoria e sportiva. Una delle principali novità che riguardano il mondo sportivo è rappresentata dalle disposizioni sulle palestre della salute.

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10m_giurisprudenza
Una recentissima sentenza della C.T.R. di Milano statuisce che l'agevolazione ICI prevista dall'art. 7, lettera i), del d. lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 a favore delle associazioni sportive dilettantistiche sia applicabile anche alle società sportive dilettantistiche. Ricordiamo che, ai fini IMU, l'art. 9, comma 8, del d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23 richiama espressamente l'art. 7, comma 1, lettera i), del d. lgs. 504/92.

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22m_normativa
Con la Legge Regionale 27 febbraio 2015, n. 21 la Regione Toscana si è dotata di una nuova disciplina in materia di attività sportive e ludico-motorie-ricreative e di impiantistica sportiva.

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10m_giurisprudenza
Durante i lavori del convegno del 4/10/2014 - in occasione del 54^ salone nautico internazionale di Genova - sono state affrontate le tematiche relative alla serie di controlli che l’Agenzia delle Entrate-Direzione Regionale della Liguria ha disposto nei confronti delle associazioni sportive dilettantistiche relativamente alle attività di rimessaggio delle barche e di assegnazione di posti barca a favore dei propri associati con decommercializzazione dei corrispettivi specifici (art. 148, comma 3, D.p.r. n. 917/1986 – TUIR). Molti sono infatti i circoli nautici che gestiscono un porticciolo, in concessione dall’autorità marittima nell’ambito dell’area portuale. L’Agenzia delle Entrate in più di una occasione non ha mancato di sollevare la questione e di considerare “commerciali” tali servizi, recuperando le relative imposte IRES, IRAP ed IVA, importi che il più delle volte si sono dimostrati insostenibili per le associazioni sportive stesse. La domanda che ci si pone è: quando possiamo considerare tali attività rientranti nelle finalità istituzionali?

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10m_giurisprudenza
Qualora a una A.S.D. venga disconosciuto il diritto di usufruire delle disposizioni di cui alla l. 398/1991, il reddito relativo alle attività commerciali esercitate e l’IVA dovuta sulle stesse devono essere ricalcolati secondo gli ordinari principi previsti dalla normativa tributaria in relazione alla determinazione del reddito di impresa ed alla determinazione della base imponibile IVA. Conseguentemente, deve essere riconosciuta la detraibilità dell’IVA assolta dall’Associazione sugli acquisti. E' quanto stabilito dalla Commissione Tributaria Provinciale di Alessandria, sezione 1, sentenza n. 181/01/14 del 02/04/2014.

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10m_giurisprudenza
Nel panorama delle sentenze di merito, ormai numerose, che si occupano della legittimità dei compensi agli sportivi dilettanti, questo recente intervento del Tribunale di Venezia segna un punto a sfavore dell’INPS toccando varie questioni che interessano la disciplina dei redditi diversi regolati dall’art. 67 comma I lett. m) T.U.I.R.: l’esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica, la professionalità della prestazione, l’onere della prova in ordine alla pretesa contributiva.

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