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Due documenti della Camera dei Deputati fanno chiarezza

 

Le misure per contrastare la diffusione del Coronavirus

Il sito della Camera dei Deputati ha predisposto un documento che ripercorre in ordine cronologico tutte le misure introdotte dall'inizio dell'emergenza COVID-19 che hanno riguardato e ancora riguardano il mondo dello sport.

Vi ritroviamo i link a tutti i testi normativi (i decreti legge convertiti, i d.p.c.m.) con i quali dapprima sono stati sospesi eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, tutte le manifestazioni organizzate di carattere sportivo, le attività di palestre, centri sportivi, piscine e impianti sportivi, ed è stata disposta la chiusura degli impianti nei comprensori sciistici. 

Mano a mano che l'emergenza pandemica si attenuava, come è noto si sono succeduti vari altri d.p.c.m. che mentre da un lato confermavano alcune delle sospensioni indicate o le modificavano, hanno cominciato a prevedere, successivamente, graduali riaperture. 

Si parte con il decreto del 26 aprile 2020 che ha consentito maggiore libertà in tema di attività sportiva a partire dal 4 maggio, ritroviamo - tra gli altri provvedimenti - le Linee guida (emanate con nota Prot. 3180 del 3 maggio 2020: una rielaborazione, a cura dell'Ufficio per lo sport, del Rapporto denominato "Lo sport riparte in sicurezza", trasmesso dal CONI e dal CIP in data 26 aprile 2020, redatto dal CONI con la collaborazione del Politecnico di Torino), e via via tutti i provvedimenti che - in attuazione delle disposizioni del d.l. 16 maggio 2020, n. 33 (l. 74/2020) - hanno consentito una ripresa "quasi" normale delle attività sportive. 

Si tratta in sintesi di una raccolta di documenti facilmente accessibili che non solo può rappresentare una fonte di utile consultazione per l'«oggi» ma che ha anche un valore "storico" di racconto, attraverso le misure adottate, dell'emergenza che ci ha colpito tra marzo e maggio 2020. 
 

Le misure per contenere gli effetti economici negativi 

Nella seconda parte del documento in esame troviamo invece la sintesi dei provvedimenti emanati per contrastare le difficoltà derivanti dalla sospensione delle attività sportive.

Di molti di essi, con numerosi articoli di approfondimento, risposte a quesiti dei nostri lettori e webinar, ci siamo occupati più volte: basti qui ricordare l'indennità di 600 euro per i collaboratori sportivi, la riduzione del canone di locazione per le 5 mensilità da marzo a luglio 2020, le regole su rimborsi e voucher, la corresponsione di contributi a fondo perduto. Ebbene, anche di questi e altri provvedimenti viene fornita la fonte normativa con relativo link e una breve descrizione del tipo di intervento.  
 

Impianti sportivi, eventi sportivi e promozione dello sport

Accanto alle misure strettamente legate all'emergenza COVID-19, il Servizio Studi della Camera ha messo a disposizione un secondo documento nel quale vengono illustrate nel dettaglio le principali novità della legislatura in corso relativamente agli impianti e agli eventi sportivi. 

Si va dal riconfermato Sport Bonus con ulteriori sostegni per l'impiantistica sportiva, all'incremento delle risorse del Fondo sport e periferie; si ripercorrono poi i numerosi provvedimenti emanati per la realizzazione e l'ammodernamento degli impianti sportivi e le disposizioni in materia di uso e gestione dei medesimi.

Quanto agli eventi sportivi il documento descrive gli interventi per le Olimpiadi e Paralimpiadi Milano-Cortina 2026 e per le Finali di tennis ATP Torino 2021-2025, gli interventi per la manifestazione UEFA Euro 2020 (ora 2021) e quelli per gli eventi di sci alpino Cortina 2020 (poi annullati) e 2021.

La terza sezione è infine dedicata alle misure adottate in questi anni per promuovere lo sport in tutti i campi: il potenziamento delle discipline motorie con particolare riferimento al mondo della scuola; l'attenzione al diritto dello studio per gli studenti che praticano agonismo; la necessità di garantire la pratica sportiva ai minori stranieri.
Ultima voce (non per questo meno importante) riguarda il sostegno dello sport femminile al fine di promuoverne il professionismo ed estendere alle atlete le condizioni di tutela previste dalla normativa sulle prestazioni di lavoro sportivo.




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