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Al Senato, durante i lavori per l’approvazione della Finanziaria 2008, è stato recepito un ordine del giorno (G84.101) che impegna il Governo a rendere stabile e senza limiti l’utilizzo del 5 per mille (CPM) e a considerare tecnico il tetto di 100 mln di euro predisposto nella Finanziaria 2008 in modo da integrarlo nel corso del 2008 per il 2009.
In sostanza succede che:
- il limite di 250 mln di euro posto per il 2007 viene alzato a 400 mln di euro attraverso una correzione operata nel decreto fiscale collegato alla finanziaria 2008;
- si conferma il limite di 100 mln di euro per il 2008 che viene identificato come “limite tecnico” (al di sotto del quale non si può andare)
- il Governo si è impegnato a trovare un’integrazione del limite tecnico nel corso del prossimo anno
- il Governo si è anche impegnato a rendere stabile e senza massimale l’utilizzo del 5 per mille.
Tra dimenticanze, errori tecnici, scuse, dichiarazioni, prese di posizione, raccolta di firme e con un’estrema fatica (troppa!), sembra infine che il CPM trovi una sua collocazione definitiva nel modello Unico PF.
C'è poi una novità: entro un anno dalla ricezione i destinatari dei fondi dovranno rendicontare, anche mediante una relazione illustrativa, la destinazione delle somme ad essi attribuite. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della solidarietà sociale, del Ministro dell'università e della ricerca e del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabilite le modalità di richiesta, le liste dei soggetti ammessi al riparto e le modalità del riparto delle somme stesse nonché le modalità e i termini del recupero delle somme non rendicotate.

A sorpresa, sempre attraverso il d.l. 159/2007, cosiddetto decreto fiscale collegato (approvato alla Camera il 20/11/2007 con voto di fiducia - n.d.r.), sono stati ammessi ai riparti dei fondi CPM anche le associazioni sportive dilettantistiche (cfr. art. 20) in possesso del riconoscimento ai fini sportivi rilasciato dal CONI a norma di legge. Il provvedimento comporta due novità:

- apre l'accesso ai fondi a tutte le associazioni sportive dilettantistiche, indipendentemente dalla loro personalità giuridica

- le associazioni sportive dilettantistiche possono operare in qualsiasi settore e non sono legate alle attività rivolte a persone svantaggiate.

Resta però nebulosa la formulazione adottata perché il decreto legge 159/2007 sembra voler incidere sulle formulazioni delle finanziarie 2006 e 2007 rendendo possibile il riparto dei fondi anche per quegli anni.

Questa interpretazione crediamo che non avrà seguito in quanto la legge dispone solo per il futuro (e questo è un principio generale del nostro ordinamento giuridico) salvo che per alcuni casi espressamente voluti dal legislatore. Inoltre se il provvedimento fosse retroattivo, si creerebbero situazioni di estrema disparità di trattamento tra quelle associazioni che non hanno chiesto di partecipare alla ripartizione dei fondi in ossequio alla legge (allora vigente) e quelle che hanno adottato il criterio "presentiamo la domanda e poi si vedrà".

Se invece, come crediamo, il provvedimento è destinato a introdurre un nuovo soggetto destinatario dei fondi per il prossimo 2008, allora si deve presumere che lo stesso d.d.l. della finanziaria in corso di approvazione (cfr. art. 84) dovrà essere modificato in quanto attualmente non prevede le associazioni sportive dilettantistiche. Se così non fosse ci troveremmo di fronte ad una norma che andrebbe ad abrogarne un'altra nel giro di poco tempo. Insomma siamo di fronte all'ennesimo pasticcio.

A questo punto sarà bene attendere che le varie azioni di lobby abbiano termine per avere un quadro più chiaro della situazione.




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