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Dal Fiscosport Flash del 8/6/2010
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Approfondimenti
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GLI ACCERTAMENTI FISCALI SULLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE – IL PUNTO SULLA SITUAZIONE, a cura del Dott. Giuliano Sinibaldi, Consulente Regionale Fiscosport Marche - Pesaro |
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La circolare dell’Agenzia delle Entrate – Direzione Centrale Accertamento – n. 20/E del 16 aprile 2010, avente ad oggetto “prevenzione e contrasto dell’evasione – anno 2010 – indirizzi operativi” contiene un paragrafo, il n. 2.4, dedicato agli Enti Non Commerciali.
Non è la prima volta che l’Agenzia delle Entrate si occupa del Non Profit, e delle Società ed Associazioni Sportive Dilettantistiche in particolare: negli ultimi due anni numerosi sono stati i documenti, sia normativi che di prassi, aventi ad oggetto le verifiche alle quali sottoporre il mondo associativo al fine di contrastare il temuto abuso dei regimi agevolativi dei quali il Non Profit può beneficiare.
Interessanti spunti di riflessione giungono anche dalla giurisprudenza, sia di legittimità che di merito, che ha emanato diverse sentenze a seguito dei controlli, evidentemente più frequenti che in passato, operati sui sodalizi e sui circoli sportivi: da ultimo, l’importante sentenza della Corte di Cassazione, sez. trib., n. 12249 del 19 maggio 2010.
La problematica dei controlli fiscali, e della regolarità, formale e sostanziale, delle procedure amministrative degli enti sportivi dilettantistici non è dunque più eludibile, e merita la massima attenzione da parte dei dirigenti sportivi
1) LA CIRCOLARE N. 20/E DEL 16 APRILE 2010:
E’ stata pubblicata anche quest’anno la circolare dell’Agenzia delle Entrate (C.M. n.20/E del 16 aprile 2010) nella quale sono indicati gli obiettivi e gli ambiti di intervento dell’Amministrazione Finanziaria al fine di contrastare l’evasione tributaria.
La circolare dedica alla categoria degli Enti non Commerciali il paragrafo 2.4. che, già dall’introduzione, lascia chiaramente intravedere quale dovrebbe essere l’approccio degli organi di vigilanza al controllo degli Enti. Prevede infatti la circolare che: “l’attività di controllo volta ad intercettare gli abusi delle norme agevolative riservate agli enti non commerciali assume nel 2010 una rilevanza strategica, e da essa sono attesi rilevanti risultati sia in termini repressivi (evasione pregressa recuperata) che preventivi (assottigliamento della platea in parola, con la fuoriuscita da essa dei soggetti privi dei requisiti di appartenenza)”.
L’incipit lascia poco spazio all’immaginazione: gli Enti non commerciali, ed in particolare, per quanto di interesse della presente rivista, i sodalizi sportivi dilettantistici[1], sono destinatari di importanti agevolazioni in materia tributaria, le quali, tuttavia, sono subordinate al rispetto di una serie di requisiti, sia formali che sostanziali che a volte, se non spesso, non sono rispettati, in tutto od in parte, dai soggetti beneficiari. Conseguentemente, l’Agenzia si premura di evitare che le suddette agevolazioni, anziché favorire attività meritevoli di tutela in funzione della loro rilevanza sociale, vengano indebitamente utilizzate da soggetti che, pur svolgendo attività di natura commerciale ed a scopo di lucro, utilizzano indebitamente la forma giuridica non profit per beneficiare delle agevolazioni suddette.
I soggetti operanti nel settore presentano dunque, potenzialmente, un livello di “pericolosità fiscale” tale da giustificare l’intensificarsi dei controlli nei loro confronti[2], anche perché, va riconosciuto, nel corso delle verifiche fiscali effettuate molto spesso gli Organi di Vigilanza hanno riscontrato situazioni di non corretta applicazione delle norme agevolative, se non di vero e proprio abuso.
L’approccio non è nuovo, tutt’altro; tanto che la circolare 20 richiama esplicitamente, quanto alle modalità operative, la circolare n. 13/2009 e l’art. 30 del DL n. 185 del 2008 (Decreto Anticrisi)[3], oltre alle specifiche metodologie di accertamento stilate dall’Agenzia delle Entrate e disponibili sul sito internet della stessa, “con particolare riferimento a quelle riguardanti le attività di analisi, selezione e controllo degli enti non commerciali costituiti in forma associativa e delle associazioni e società sportive dilettantistiche”.
La novità più rilevante è che, per la prima volta, la circolare prevede un “budget di produzione” che contempla, esplicitamente, una “quota di verifiche e di accertamenti destinati ai soggetti in parola”, da effettuarsi su base provinciale dedicando specifica attenzione ai soggetti compresi in settori definiti dalla circolare “ad alto rischio”, quali “associazioni culturali, sportive, di formazione e così via”, il tutto sulla base della considerazione che, da quest’anno, il monitoraggio degli Enti Associativi dovrebbe essere agevolato dal censimento avvenuto attraverso la presentazione del c.d. Mod. EAS.
Ed è proprio il modello EAS la base di partenza del monitoraggio che, prevede la circolare, dovrà essere effettuato, “sotto la diretta responsabilità dei Direttori provinciali” a livello, appunto, provinciale, con l’obiettivo di portare “immediatamente ad individuare le situazioni più rilevanti di abuso esistenti nella provincia, onde garantire agli interventi repressivi la massima efficacia dissuasiva”.
Individuazione delle situazioni di abuso che, come previsto dalla circolare n. 13/E del 2009, debbono essere identificate attraverso un’attività istruttoria che si avvalga, oltre che di accessi mirati, anche e soprattutto di notizie derivanti “dalla diretta conoscenza della realtà territoriale …. avvalendosi di tutti gli strumenti informativi in possesso degli Uffici” (banca dati ONLUS, EAS, Interrogazioni selettive etc) ma anche “mediante strumenti esterni quali internet, registri gestiti da enti territoriali, informazioni desumibili da pubblicità commerciale diffusa e così via”. Inoltre, gli elementi rilevanti ai fini dell’indagine dovranno essere chiesti anche “alle autorità competenti al rilascio di autorizzazioni per specifiche attività (ad es. autorizzazioni sanitarie per l’esercizio della somministrazione di alimenti e bevande”).
Nell’analisi delle situazioni di rischio, deve essere data “individuazione più ampia possibile ai casi di omessa comunicazione (del mod. EAS – n.d.r), stante la loro specifica pericolosità” e vanno considerati anche “gli Enti non tenuti alle comunicazioni sopra menzionate (Mod. EAS) onde intercettare specifici profili di rischio circa l’effettiva sussistenza dei requisiti che li sottraggono alla portata preventiva del censimento normativamente previsto”.
Infine, la circolare prevede che entro il 15 luglio 2010 le Direzioni Regionali debbano informare la Direzione Centrale circa il numero di interventi eseguiti da ciascuna Direzione Provinciale nel primo semestre dell’anno, evidenziando i risultati conseguiti e che analoga informativa dovrà essere fornita, entro il 15 gennaio 2011, per gli interventi eseguiti nel secondo semestre 2010.
Fin qui, la circolare. In concreto, ci risulta che numerosi Uffici locali si stiano attrezzando, o si siano già attrezzati, per costituire nuclei di accertamento e controllo specializzati in materia di Enti non Profit, e che analoga organizzazione sia in corso di definizione anche presso alcuni Comandi Provinciali della Guardia di Finanza.
Evidentemente, come sopra accennato, il settore è giudicato di particolare “pericolosità fiscale” in relazione all’indebita utilizzazione di agevolazioni ed all’abuso dello strumento associativo non profit utilizzato per dissimulare attività che presentano concretamente caratteristiche e requisiti di natura tipicamente commerciale.
2) LE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTROLLO DEGLI ENTI NON PROFIT EMANATE NEL CORSO DEGLI ULTIMI DUE ANNI
Come sopra accennato, la circolare 20/E (unitamente alla sua “omologa” circolare n. 13/E 2009) rappresenta solo l’ultimo di una serie di provvedimenti in materia di accertamento e controllo...
3) LA GIURISPRUDENZA:
A fronte della notevole produzione legislativa e di prassi sopra evidenziata, nonché dei numerosi ricorsi avverso gli accertamenti originati dall’applicazione dei principi enunciati dall’Agenzia in riferimento a casi concreti, le pronunce giurisprudenziali sono ancora poche e non definitive, in quanto relative a sentenze di merito, peraltro in gran parte relative al solo primo grado di giudizio, ancora potenzialmente emendabili, sia nel merito che in giudizio di legittimità.
Meritano invece di essere citate due importanti sentenze della Corte di Cassazione, sez.ne tributaria:...
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Le risposte ai quesiti
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QUESITO N. 506 del 25/05/2010 - utente fiscosport n.2499 - prov.di ANCONA |
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Siamo una associazione sportiva dilettantistica. Per il rilascio della ricevuta per l'iscrizione all'associazione e/o su quella da utilizzare per la detrazione ai fini fiscali è necessario applicare una marca da bollo e di quanto? Ringrazio e saluto cordialmente. risposta a cura del Rag. Gianpaolo Concari, Collaboratore della Redazione Fiscosport - Soragna (PR)
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Dal Fiscosport Flash del 8/6/2010
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